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VENETO E AUTONOMIA

"Se ce la faremo merito di Bonaccini, non di Zaia"

“Da lui soltanto parole, nella pratica si è fatto poco. Ma la riforma ora può arrivare davvero”

"Se ce la faremo merito di Bonaccini, non di Zaia"

Arturo Lorenzoni, capogruppo del "Veneto che vogliamo"

12/05/2022 - 08:33

L’autonomia del Veneto? “Se ci si arriva è più merito di Bonaccini che di Zaia...”. Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione in Regione, si schiera a favore dell’autonomia ma non rinuncia a pungere il presidente Zaia, che l’altro giorno aveva cantato vittoria annunciando che la legge quadro potrebbe finalmente essere pronta entro l’estate.

Lorenzoni, partiamo dal principio: nel 2017 votò a favore dell’autonomia nel famoso referendum consultivo?

“Beh, nel 2017 il quesito referendario era in pratica una domanda retorica, tutti eravamo d’accordo a dare maggiore spazio decisionale e risorse agli enti locali. Il problema era - e rimane - il come attuare questo aumento di spazio decisionale, infatti ci sono aspettative diverse. Zaia resta fermo sulle sue richieste che comprendono le 23 materie, mentre la proposta che si sta discutendo a Roma è molto ridimensionata rispetto alla sua e, diciamo, molto piú vicina al dettato costituzionale”.

Oggi è ancora dello stesso parere?

“Io penso che si possa effettivamente arrivare ad una riforma in tempi rapidi, grazie alle richieste ragionevoli e rispettose, appunto, del dettato costituzionale portate a Roma da Emilia Romagna e Lombardia, con un numero di materie ridotto rispetto a quanto chiesto a lungo da Zaia, in modo contrastante con la Costituzione e con l’interesse nazionale. Comunque, in ogni caso, non mi attendo rivoluzioni nella gestione della Regione”.

E’ davvero la volta buona, o Zaia ha voluto solo riaccendere i riflettori?

“Io credo che il presidente stia sicuramente mettendo pressione ai suoi colleghi a Roma, però non ho informazione in prima persona sull'avanzamento della questione autonomia nella capitale. Mi pare però che oggi potremmo essere a buon punto grazie alle richieste simili, e mi permetto di dire anche più ragionevoli, che sono state avanzate dai governatori delle Regioni a noi vicine. Dunque, quella che Zaia ama chiamare la madre di tutte le battaglie, con questo suo paragone un po’ bellico, in realtà è diventata la battaglia di Bonaccini e Fontana. Questo perché loro, ripeto, si sono mossi in modo più ragionevole e solido. Non escludo quindi che si possa arrivare ad una ‘vittoria’ in tempi brevi, e non vuol dire che non sia per forza una cosa buona, ma il meccanismo che la permette è stato attivato da altri, non certo da Zaia".

E cosa si aspetta che cambi, sia nel caso la legge venga approvata che in caso contrario?

“Di autonomia in Veneto si parla tanto ma nei fatti si agisce poco. Lo dimostrano, per esempio, la restituzione delle strade da Veneto Strade ad Anas, o il mancato riconoscimento delle specificità del territorio bellunese. Insomma, c’è molto lavoro da fare, in ogni caso. Ma, come ho già detto, non mi aspetto rivoluzioni”.

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