Cerca

LAVORO

Lavoro e IA, Cacciari: servono nuove regole e un salario sociale

Il filosofo veneziano commenta i licenziamenti legati all’intelligenza artificiale

Lavoro e IA, Cacciari: servono nuove regole e un salario sociale

I licenziamenti legati all’intelligenza artificiale non sono un fenomeno sorprendente ma l’effetto prevedibile dell’evoluzione tecnologica. È questa l’analisi del filosofo Massimo Cacciari, che torna sul tema dopo il caso dell’azienda tecnologica di Marghera che ha sostituito decine di lavoratori con sistemi basati sull’IA.

Secondo Cacciari, l’automazione e le nuove tecnologie sono destinate a ridurre progressivamente il lavoro umano, come già avvenuto in passato con altre rivoluzioni industriali. Il rischio, però, è che l’innovazione aumenti ulteriormente le disuguaglianze sociali, concentrando ricchezza e potere economico in pochi settori e in poche grandi aziende.

Per questo il filosofo ritiene necessario intervenire rapidamente con nuove politiche economiche e sociali. Tra le possibili soluzioni indica la redistribuzione della ricchezza prodotta dalle tecnologie, l’introduzione di forme di salario sociale per proteggere le fasce più deboli e una riduzione del tempo di lavoro attraverso strumenti come ferie più lunghe o orari ridotti.

Un altro nodo riguarda la politica fiscale internazionale. Secondo Cacciari servirebbero regole comuni tra i Paesi europei per evitare che le imprese possano spostare facilmente le proprie attività dove il costo del lavoro o la tassazione sono più convenienti.

Il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, conclude il filosofo, non è più teorico ma riguarda già il presente. Per questo, avverte, le istituzioni dovrebbero affrontare il problema prima che la trasformazione tecnologica produca effetti sociali ancora più profondi.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400