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CRONACA

Colli Euganei, allarme cinghiali

Caccia ferma, aumentano danni e avvistamenti

Colli Euganei, allarme cinghiali

Cresce l’emergenza cinghiali nell’area dei Colli Euganei, in particolare tra Monteortone e Monterosso, al confine con la zona termale di Abano. Negli ultimi mesi si moltiplicano le segnalazioni di branchi numerosi, anche di 15-20 esemplari, che nelle ore serali e notturne scendono verso valle, causando danni a coltivazioni, orti e giardini e avvicinandosi sempre più alle abitazioni.

La situazione si è aggravata anche a causa dello stop all’attività dei selecontrollori, i cacciatori autorizzati al contenimento della specie, fermi da metà dicembre in attesa delle nuove autorizzazioni. L’interruzione ha inciso sulle operazioni di controllo proprio in una fase considerata favorevole, mentre con l’arrivo della primavera è atteso un aumento della popolazione legato alle nascite.

Il blocco è legato a una revisione complessiva delle attività di gestione faunistica. Prima della ripresa, è prevista una valutazione dei risultati dell’anno precedente, con un’analisi dettagliata del numero di capi abbattuti e della loro distribuzione. A questo si aggiunge un controllo tecnico sulle postazioni di caccia: le altane presenti sul territorio, circa 300, sono oggetto di verifiche di sicurezza e alcune potrebbero essere rimosse o ricollocate perché ritenute non idonee.

Nel frattempo, il contenimento dei cinghiali non si è fermato del tutto. L’Ente Parco ha proseguito l’attività attraverso la propria squadra faunistica utilizzando trappole di nuova generazione, le cosiddette Pig Brig, in grado di catturare più esemplari contemporaneamente. I dati indicano un incremento delle catture nei primi mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale di un’attività alternativa intensificata.

Nonostante questo, agricoltori e residenti continuano a segnalare criticità crescenti, soprattutto nelle aree più vicine ai centri abitati e alle attività turistiche. La presenza sempre più frequente degli animali alimenta preoccupazione per i danni economici e i possibili rischi per la sicurezza.

La ripresa dell’attività di selezione è attesa dopo Pasqua, quando dovrebbe arrivare il via libera definitivo. Il nuovo assetto potrebbe però prevedere meno postazioni attive e regole più stringenti, con l’obiettivo di garantire un equilibrio tra controllo della fauna e sicurezza di operatori e cittadini.

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