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CRONACA

Padova, raccolta firme contro il parroco

Anziani e famiglie chiedono la riapertura dell’oratorio

Padova, raccolta firme contro il parroco

A Brusegana, quartiere di Padova, cresce la mobilitazione di residenti e parrocchiani che chiedono la riapertura degli spazi dell’oratorio, chiusi da tempo. Oltre 70 firme sono già state raccolte in una petizione che sollecita il parroco a rendere nuovamente accessibili ambienti considerati fondamentali per la vita sociale del quartiere.

La protesta nasce soprattutto tra gli anziani, molti dei quali ultraottantenni, che rivendicano il valore di quei luoghi come punto di incontro e socialità. Il patronato, insieme ad altre strutture come il bocciodromo, il campetto da calcio e le sale interne, non è più utilizzabile, con la conseguente sospensione di attività ricreative, incontri e iniziative per tutte le età.

La richiesta è quella di poter tornare a utilizzare spazi che per anni hanno rappresentato un riferimento per la comunità locale, costruiti anche grazie al contributo dei parrocchiani stessi. L’obiettivo della raccolta firme è quello di raggiungere un numero sempre più ampio di adesioni, coinvolgendo non solo singoli cittadini ma intere famiglie.

A sostenere la protesta non sono solo gli anziani, ma anche diversi nuclei familiari che segnalano difficoltà nell’organizzazione delle attività religiose e sociali per i più giovani. In assenza dell’oratorio, molte famiglie si rivolgono ad altre parrocchie della zona per catechismo, celebrazioni e momenti educativi, con un impatto diretto sulla vita quotidiana.

La chiusura degli spazi ha infatti interrotto attività che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento, dalle iniziative per bambini e ragazzi fino agli incontri per la terza età. La richiesta condivisa è quella di recuperare una dimensione comunitaria che oggi appare ridotta, restituendo al quartiere un luogo di aggregazione stabile.

La mobilitazione prosegue con l’auspicio che la raccolta firme possa portare a un confronto e a una soluzione, restituendo alla comunità uno spazio considerato centrale per la socialità, l’inclusione e la vita di quartiere.

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