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Al Parco Natura Viva torna il rinoceronte

Dalla Svezia arriva Ayo, nuova speranza per la specie

Al Parco Natura Viva torna il rinoceronte

Il Parco Natura Viva accoglie un nuovo ospite: Ayo, giovane rinoceronte bianco meridionale di tre anni, arrivato dalla Svezia dopo un viaggio di oltre 1.800 chilometri attraverso il Nord Europa fino al Lago di Garda. Un trasferimento lungo e complesso, concluso nelle ore serali con l’arrivo nel parco, dove ad attenderlo c’erano keeper e veterinari.

Il viaggio è durato più di 48 ore, con il trasporto in una cassa speciale su camion e il passaggio via traghetto nel Mar Baltico. Una volta giunto a destinazione, Ayo è stato trasferito nella stalla e ha iniziato gradualmente il suo periodo di ambientamento, muovendosi prima negli spazi interni e poi nel paddock esterno, sotto lo sguardo degli altri animali presenti nell’area africana del parco.

Il suo arrivo segna un ritorno importante per la struttura veronese, dopo la scomparsa negli ultimi anni dei rinoceronti storici del parco. Nelle prossime settimane è previsto anche l’arrivo di un secondo esemplare dalla Francia, con cui Ayo condividerà lo stesso habitat, insieme a specie come giraffe, orici e antilopi africane.

L’inserimento dei due giovani rinoceronti rientra in un più ampio progetto europeo di conservazione, con l’obiettivo di garantire popolazioni geneticamente sostenibili in ambiente controllato. Una strategia fondamentale per una specie ancora minacciata dal bracconaggio, soprattutto per il valore del corno sul mercato illegale.

Nonostante alcuni segnali di recupero, il fenomeno resta preoccupante: centinaia di esemplari vengono ancora uccisi ogni anno in Africa. Per questo il parco è coinvolto anche in iniziative internazionali di tutela, contribuendo a programmi di monitoraggio e protezione sul campo.

Dopo i primi giorni di adattamento, Ayo continuerà a esplorare il suo nuovo ambiente, progettato con spazi naturali, tronchi e aree fangose, elementi essenziali per il benessere della specie. Il suo arrivo rappresenta così non solo una novità per i visitatori, ma anche un passo concreto verso la conservazione di uno degli animali simbolo della fauna africana.

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