La tutela dei più giovani nell’era digitale torna al centro dell’agenda politica in Veneto. La Prima commissione del Consiglio regionale ha avviato l’esame del progetto di legge statale n. 6, che punta a regolamentare l’accesso ai social network e ai servizi di messaggistica per i minori di 16 anni.
A presentare il testo è stato il consigliere regionale Alessio Morosin, che ha illustrato una proposta costruita per introdurre limiti chiari e strumenti di controllo. L’obiettivo è ridurre l’esposizione precoce ai rischi del digitale, sempre più evidenti tra i giovanissimi.
Il progetto prevede il divieto di utilizzo dei social sotto i 16 anni, affiancato da sistemi obbligatori di verifica dell’età tramite Spid e Carta d’identità elettronica. Accanto a questo, viene rafforzato il ruolo delle famiglie con l’introduzione di strumenti di controllo parentale sui dispositivi.
Rischi concreti per i più giovani
Nel corso del confronto in commissione è stata evidenziata la crescente incidenza di fenomeni legati a un uso non regolato delle piattaforme digitali. Tra i principali problemi segnalati emergono dipendenza, isolamento sociale, cyberbullismo e fragilità psicologica.
Negli ultimi anni diversi episodi hanno mostrato le conseguenze più gravi, con casi di denigrazione online e pressione sociale digitale che hanno colpito soprattutto adolescenti, in alcuni casi con ricadute pesanti sul piano emotivo e comportamentale.
Non un divieto ideologico ma una scelta di responsabilità
La proposta viene presentata come un intervento mirato, non come un attacco alla tecnologia. L’impostazione punta a proteggere i minori durante una fase delicata della crescita, senza negare le opportunità offerte dagli strumenti digitali.
Il tema si inserisce anche in un contesto europeo più ampio. Il Parlamento europeo, nel novembre 2025, ha richiamato l’attenzione sull’impatto dei social sulla salute mentale dei giovani, indicando i 16 anni come soglia di riferimento.
In Veneto cresce il confronto politico
Il dibattito è sempre più vivo anche a livello regionale. Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha rilanciato recentemente un’iniziativa che propone il divieto sotto i 14 anni. Proposte diverse ma accomunate da un punto centrale: mettere al primo posto la tutela dei minori.
Il testo in discussione è stato sviluppato con il contributo dell’associazione Emergenza Smartphone, realtà impegnata nella sensibilizzazione sui rischi legati all’uso precoce dei dispositivi.
L’iter proseguirà nelle prossime settimane con nuovi passaggi in commissione. L’obiettivo è portare la proposta all’attenzione del Parlamento nazionale e arrivare a una normativa capace di rispondere alle sfide educative e sociali del digitale.