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CRONACA

Università di Padova, il nuovo logo divide il mondo accademico

Via “degli Studi” dal marchio, scoppia il dibattito sull’identità dell’ateneo

Università di Padova, il nuovo logo divide il mondo accademico

Fa discutere il restyling del marchio dell’Università di Padova. Dal 13 aprile il nome ufficiale è stato semplificato in “Università di Padova”, eliminando la dicitura “degli Studi” e introducendo un’immagine più essenziale, pensata per una comunicazione immediata e riconoscibile.

Un cambiamento che divide
La scelta ha acceso un confronto interno al mondo accademico. Tra le voci critiche quella di Marina Santi, che mette in guardia sul rischio di perdere un elemento identitario fondamentale.

Secondo la docente, la semplificazione del nome non è solo una questione grafica, ma tocca il significato stesso dell’istituzione universitaria.

Il valore dello “studium”
Al centro della contestazione c’è il concetto di “studium”, inteso come cuore culturale e storico dell’ateneo, fin dalla sua fondazione nel 1222.

Per i critici, eliminare il riferimento agli “Studi” rischia di indebolire l’idea dell’università come luogo dedicato alla conoscenza e alla ricerca condivisa, riducendola a un semplice marchio.

Tra identità e comunicazione
Il nuovo logo punta a rafforzare il legame con la città e a rendere più efficace la comunicazione, anche attraverso il motto latino “Universa universis patavina libertas”.

Tuttavia, secondo una parte del mondo accademico, questa operazione potrebbe avvicinare l’università a logiche di marketing, mettendo in secondo piano la sua funzione culturale e pubblica.

Università come bene pubblico
Nel dibattito emerge anche una riflessione più ampia sul ruolo dell’istruzione. Il richiamo è alla visione di Piero Calamandrei, che considerava l’università un’istituzione fondamentale per la vita democratica.

In questo contesto, mantenere il riferimento agli “Studi” diventa per alcuni una scelta simbolica e politica, legata alla difesa del sapere come bene collettivo.

Una questione aperta
La revisione del marchio si inserisce in un processo di rinnovamento dell’ateneo, ma il confronto resta aperto.

La sfida, secondo i critici, è trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, evitando che la modernizzazione della comunicazione comporti una perdita di significato e identità per una delle istituzioni universitarie più antiche d’Europa.

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