you reporter

Un paradiso in Bassa California<br/>tra canyon, antichi vulcani e deserto

36953

17/04/2015 - 18:15

di Donato Sinigaglia

Al contrario di quanto può fare pensare il nome, Baja California non è una baia marina e la California statunitense c’entra quasi nulla. La Bassa California è invece una penisola lunga quasi 1.200 chilometri, ma larga dai 45 ai 168, che separa la costa occidentale del Messico dall’oceano Pacifico mediante lo stretto Mare di Cortès o golfo di California.
Questa lunga e stretta striscia di terra offre un paesaggio assai vario: una spina dorsale montuosa le Sierre, profondi canyon, antichi vulcani, un enorme deserto sabbioso e roccioso che ospita la maggiore e più spettacolare concentrazione di cactus e piante grasse del pianeta, ma anche oasi con palme da dattero, agrumeti.
Inoltre, tremila chilometri di coste con rocce e spiagge stupende, acque color verde smeraldo nel golfo e blu scuro nel Pacifico. Una miriade di isole in uno dei mari più pescosi del mondo, ricco di 800 specie diverse, paradiso di surfisti e pescatori, dove si incontrano tartarughe, leoni marini, delfini, foche elefanti, otarie, balenottere azzurre, megattere, orche, pellicani, starne, gabbiani e la maggior varietà di cetacei degli oceani e, fino al 1940, anche i più ricchi banchi di ostriche perlifere, tra cui le preziosissime perle rosa e nere.
Scoperta nel 1535 dai conquistadores di Cortès, fino al 1700 si credeva fosse un’isola e dei pochi indios originari che vi fecero sorgere diverse missioni di gesuiti oggi restano solo stupende pitture rupestri in diverse grotte e chiese dalla tipica architettura coloniale.
I cactus offrono un vero spettacolo: dalle agavi, da cui si estrae la tequila, ai cardoni a forma di candelabro alti fino a 18 metri, ai cirio con in cima fiori rossi e gialli. Fino al 1973, prima della costruzione della strada che l’attraversa da nord a sud per 1.700 chilometri, costituiva uno degli ambienti naturali più incontaminati del continente nordamericano.
Gli ospiti più famosi sono tuttavia le balene grigie che tra dicembre e marzo migrano dall’Alaska con un viaggio di 8-10 mila chilometri ad una velocità di 8 chilometri orari per venire a svernare, riprodursi, partorire e svezzare i loro piccoli nelle acque basse e calde delle lagune messicane sul Pacifico, ricche di plancton e molluschi. I cuccioli, lunghi già 4-5 metri e del peso di 700 chili, in appesa tre mesi di allattamento riescono a raddoppiare la loro stazza. Verso la fine di maggio intraprendono il percorso inverso, rallentati nella marcia dalla presenza dei neonati. Ogni anno il fenomeno riguarda 15-20 mila esemplari, che scambiano queste lagune per parchi giochi.
In tale periodo sono infatti talmente mansuete da avvicinarsi alle imbarcazioni dei turisti tanto da farsi accarezzare: prima mettono fuori la testa per osservare la situazione, poi cominciano a fare salti, danze e acrobazie, fino a schizzare fuori dall’acqua con tutto il corpo, per ricadere sulla schiena con grande esplosione di spruzzi.
Solo di recente si è scoperto che questi animali, lunghi fino a 14 metri e del peso di 30-40 tonnellate, dispongono di un’intelligenza complessa, possiedono un linguaggio articolato basato su suoni a bassa frequenza udibili anche a ragguardevole distanza e un complesso comportamento sociale; tra questi ultimi rientra anche la fecondazione, che avviene dopo poderosi balzi fuori dall’acqua, coinvolgendo fino ad una ventina di esemplari che si accoppiano per ore, scambiandosi allegramente i partner.
Per godere delle bellezze naturali della Baja California meridionale, l’itinerario consigliato parte dal capoluogo La Paz e tocca una serie di minuscoli villaggi sorti attorno alle antiche missioni. Dopo la visita delle maggiori saline del mondo a Guerrero Negro e al museo delle pitture rupestri di San Ignacio, il primo contatto con le balene avviene nella laguna Ojo de Liebre, dove se concentrano fino a 2.000 esemplari, con due uscite in barca che si avvicinano talmente da poterle quasi toccare con mano, constatando quanto siano mansuete a dispetto della loro possente mole, e poi nella laguna di San Ignacio, riserva naturale e base biologica di studio.
Altro incontro con questi enormi mammiferi marini avverrà nella spettacolare Bahìa Magdalena.
Info: www.viaggilevi.it

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl