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Là, dove il tempo è prezioso<br/> Canton di Giura, capitale degli orologi

Svizzera

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Pochi sanno che in tutte le stazioni ferroviarie della Svizzera, gli orologi un secondo e mezzo prima dello scoccare del sessantesimo minuto si fermano, sincronizzandosi in modo che l’ora scatti simultanea in tutto il Paese. Una precisione tutta svizzera che aiuta a capire il concetto di puntualità.


Il tempo è fattore fondamentale per gli svizzeri tanto che nel Cantone di Giura, in una delle più suggestive vallate, si è sviluppata la fiorente industria degli orologi, che vanta marche prestigiose a livello mondiale.



Nella cittadina di La Chaux-de-Fonds, che dall’altitudine dei 1000 metri domina la “Valle degli Orologi”, il ricco Museo Internazionale dell’Orologerie (www.mih.ch) è una fonte di conoscenza per capire la storia della misurazione del tempo. Già nel sedicesimo secolo i contadini della vallata, durante i lunghi mesi invernali, avevano iniziato a realizzare segnatempo per i viaggiatori. A fianco delle industrie con i marchi delle più note case svizzere, si possono ancora vedere i sottotetti delle palazzine dalle ampie finestre dove venivano assemblati i vari pezzi di orologi. Particolare curioso: le case dovevano sorgere ad una certa distanza per consentire ai raggi del sole di illuminare fino a tardi le mansarde dove si costruivano orologi.


Il museo, considerato il più importante al mondo, raccoglie migliaia di pezzi che vanno dalle clessidre ad acqua dell’antico Egitto e di Babilonia ai moderni orologi spaziali. C’è perfino una riproduzione della torre dell’orologio di piazza dei Signori di Padova, meccanismo realizzato da Giovanni Dondi dell’Orologio.



Da vedere, ma soprattutto da sentire in azione, ad ogni cambio d’ora, il moderno carillon, scultura monumentale moderna. Oggi, come in passato, a La Chaux-de-Fonds l’industria dell’orologeria resta il motore economico (qui vengono prodotti solo 1,5% degli orologi mondiali, il cui valore assoluto però sfiora il 70% del totale) della cittadina di 40mila abitanti che colpisce per le sue vie e quartieri ottagonali, che i susseguono sempre secondo la precisa sequenza: edificio-giardino-strada. Razionalismo ed ergonomia urbana cui si ispirò Charles Edouard Jeanneret-Gris, conosciuto come Le Corbusier a cui sono legate i progetti di alcune tra le più belle e maestose case, tra cui Villa Bianca. La Chaux-de-Fonds, patrimonio Unesco, è famosa anche per avere dato i natali a Louis Chevrolet, pilota e costruttore dell’omonima casa automobilista americana.


Ma il Canton di Giuria è anche natura, storia e tradizioni. Da vedere c’è St-Ursanne (Sant’Ursicino), che conserva intatto tutto il suo fascino medioevale. Da visitare la chiesa collegiata ed il monastero dell’undicesimo secolo, con il magnifico chiostro, l’antico ponte e l’ameno lungofiume.



Per gli amanti del trekking un’escursione da non perdere è la Creux du Van, spettacolare arena montana scavata dai ghiacciai all’epoca giurassica. Qui il tempo cambia dimensione: ampi spazi lussureggianti con vista mozzafiato sulla catena alpina, tra cui il Monte Bianco, prati fioriti con mucche al pascolo. Si può assaggiare il piatto tradizionale, la fondue di formaggi, innaffiata da un Neuchatel (se siete astemi dalla Rivella, la bevanda gassata più popolare in Svizzera a base di siero di latte) a la Métaire de la Barone (aperta da maggio a ottobre, tel. 032-8633134). Altra sosta d’obbligo è Neuchatel (capitale dell’omonimo Cantone) vivace centro che sorge lungo il lago, dominato dall’imponente castello del dodicesimo secolo e dalla Chiesa Collegiata. Entrambi si raggiungono a piedi percorrendo il pittoresco centro storico che conserva le belle case dei mercanti e sulle piazze dominate da stemmi e colonne, si affacciano le braserie, i pub ed gli eleganti negozi che animano la movida. Passeggiando lungo il lago s’incontra il Laténium, (www.latenium.ch) il museo di archeologia, con parco tematico che ricostruisce 50.000 anni di storia archeologica locale e del centro Europa. Innovativo è il percorso didattico in cui il visitatore non trova un percorso precostituito, ma procede secondo associazioni di idee e accostamenti logici. Alla fine del viaggio, se gustato con attenzione, ci si accorgerà che la qualità del tempo è importante non solo al polso…


Un consiglio per visitare queste zone, meglio lasciare l’auto è affidarsi alle proverbiali ferrovie svizzere con ottimi e comodi collegamenti dall’Italia. Con la Swiss Travel Pass si viaggia con un biglietto solo in tutto lo stato confederale, sia in treno, bus, battelli e funivie.

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