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Fermo, una vista mozzafiato <br/> a picco sul Mar Adriatico

La città

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Un panorama di Fermo

A ragione è considerata una delle più belle terrazze panoramiche della Marche. Dal belvedere si gode una vista mozzafiato sul mare Adriatico, che dista solo 8 chilometri, mentre alle spalle fanno da cornice i dolci pendii delle colline delimitate dai Monti Azzurri, cari a Leopardi, i Sibillini.



E’ una suggestione continua quella che accompagna il turista in visita a Fermo, nobile ed antica città: la Firmum Picenum, colonia rimasta sempre fedele a Roma, sorta nel 264 a. C. Testimonianza di quest’epoca sono le grandi Cisterne di epoca augustea, seconde, per estensione, solo a quelle di Istanbul, usate dai Romani per la raccolta e la depurazione delle acque.
Le alterne vicende della storia, dalle dominazioni barbariche all'arrivo dei Longobardi, hanno accresciuto l’importanza di Fermo. Amministrata prima da un vescovo-conte, poi dal Comune, la città divenne la più popolosa delle Marche. Il nome Marche deriva appunto dalla Marca Fermana prima e, poi, dalla Marca Anconetana. Ma è sotto l’imperatore Lotario che la fortuna di Fermo si consolida, tanto da diventare dapprima un centro di studi e poi sede universitaria.



Passata sotto lo Stato Pontificio, Fermo continuò a prosperare. Lo testimoniano i numerosi palazzi, le chiese, i teatri che fanno parte dello sviluppo urbano medievale e rinascimentale. “Per questo non è azzardato definire il centro storico di Fermo un vero e proprio museo a cielo aperto costruito su tre livelli”, dice con una punta di orgoglio il sindaco Paolo Calcinaro. Ma accanto ai beni artistici Fermo vanta anche la rassegna Tipicità, che valorizza il “made in Marche” e che si sta aprendo anche al mercato nazionale ed internazionale. “E’ un percorso, grazie anche alla dinamica direzione di Angelo Serri, in continua crescita che promuove i prodotti del territorio dalla gastronomia all’artigianato di alto livello, alla scoperta turistica dei borghi e paesaggi”, aggiunge il sindaco Calcinaro.



Il primo livello del percorso turistico inizia con la biblioteca civica Romolo Spezioli, tre le più antiche d’Italia, che raccoglie ben 400.000 volumi, 180 codici medievali, 646 incunaboli e 15.000 cinquecentine, voluta dalla regina Cristina di Svezia. Al centro la sala del Mappamondo: il grande globo realizzato nel 1713 dall’abate Amanzio Maroncelli in carta reale di Fabriano. E’ un unico pezzo, una riproduzione fedele della Terra: c’è anche una parte dell’Australia, continente all’epoca quasi del tutto sconosciuto. La visita prosegue con il Palazzo dei Priori. Nella Pinacoteca Civica sono conservate le 8 tavolette tardogotiche della vita di San Lucia opera del veneziano Jacobello del Fiore. Nel tappeto erboso, ai piedi della Santa, sono state contate oltre cento varietà di piante.



Nella piazza principale, la Piazza del Popolo che conserva intatto il suo impianto rinascimentale, si affacciano, al secondo livello, il Loggiato di San Rocco e il Teatro dell’Aquila.



Al terzo livello c’è il piazzale del Girfalco, in vetta al colle dove un tempo sorgeva la rocca, abbattuta dai Fermani contro la tirannia dello Sforza. Qui si staglia la mole imponente del Duomo, dalla facciata romano-gotica, e da cui si gode una vista mozzafiato dal mare Adriatico ai monti Sibillini. Tra i tesori custoditi vi è la stupenda tovaglia policroma, ricamata dalle Benedettine, rievocante la Cavalcata dell’Assunta (nella pagina Foto Zeppilli) che è l’evento più significativo e sentito dalla popolazione. l corteo si svolge il 14 agosto, vigilia della festa dell’Assunzione di Maria, e coinvolge tutta la città. Info: www.fermomia.it.

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