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Estonia, Lettonia e Lituania <br/> le tre perle del mar Baltico

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La loro è stata la “rivoluzione cantata”, nel senso che si sono opposte al regime dell’ex Unione Sovietica non con le armi ma con una resistenza passiva, formando lunghe catene umane e cantando per la libertà. Una mossa che ha spiazzato il regime comunista che era pronto a reagire con fermezza. Il tributo di sangue è stato di gran lunga più basso rispetto agli altri paesi sotto il giogo dell’ex Urss. Estonia, Lettonia e Lituania, questi i nomi di tre Repubbliche Baltiche che, fiere della loro storia e della libertà conquistata vent’anni fa, sono a pieno titolo nell’Unione Europea. Con il solstizio d’estate i tre paesi sono inondati dalla suggestiva luce crepuscolare offerta dalle notti bianche sul Baltico, prodotta dal fenomeno astrofisico del sole di mezzanotte. E’ il periodo migliore per visitarle. L’Estonia, grande poco più della Svizzera, è la più piccola e la più settentrionale delle tre. Al largo delle sue coste conta ben 1.500 isole, tra grandi e piccole. Per la sua posizione è stata un crocevia culturale e commerciale tra l’entroterra continentale slavo e i paesi scandinavi. La capitale Tallin, 400 mila abitanti, sorge su una collina e fu un importante porto commerciale della Lega Anseatica, cosa che contribuì ad arricchirla. Vanta un centro storico medievale, con i palazzi dei ricchi mercanti costruiti tra il XIII e il XIV secolo. E’ uno dei meglio conservati d’Europa, tanto da essere protetto dall’Unesco. Racchiuso entro mura e torrette, offre guglie appuntite e tortuose stradine in acciottolato.
Gli edifici più significativi sono la piazza del Municipio, l’ottocentesca cattedrale ortodossa, la cattedrale luterana del 1233, il castello di Toompea sede del Parlamento e il barocco Palazzo Kadriorg, un tempo residenza dello zar Pietro il Grande. Nel quartiere moderno si trova lo stadio del Canto, una grande conchiglia acustica per 35 mila coristi.

In mezzo c’è la Lettonia, vasta come Piemonte, Lombardia e Trentino messi insieme. La capitale Riga, fondata nel 1201, si affaccia sull’ampia baia omonima ed è attraversata dal fiume Dvina. Questa vivace città, in passato porto importante della Lega Anseatica, è oggi la maggiore delle capitali baltiche con 735 mila abitanti. Famose per la loro bellezza le donne, tra le miglior top model del mondo, sono in numero decisamente superiore agli uomini. Il centro storico, anch’esso protetto dall’Unesco, vanta parecchi edifici tedeschi plurisecolari. Da vedere il Duomo duecentesco, il castello del 1330, la chiesa medievale di san Peter, l’arsenale e i fondaci, la Torre della Polveriera. E’ un susseguirsi architettonico di stili romanico, gotico, rinascimentale, barocco e classico, con molti edifici ottocenteschi in legno Art Nouveau.
La Lituania è grande quanto l’Irlanda è la più meridionale, la più estesa e la più popolata delle repubbliche, oltre alla più continentale con appena 100 chilometri di coste sul Baltico. La Lituania è stata la prima a ribellarsi al giogo sovietico. La capitale Vilnius, 574 mila abitanti, sorta nel 1300 come forte di legno, si trova nell’entroterra. Il centro storico è arricchito da edifici barocchi e rinascimentali, protetti dall’Unesco, con case polacche e annessi cortili. E’ uno dei più pregiati nuclei urbani del nord Europa: nel 1544 ospitò la corte polacca, nel XVII secolo partecipò all’età d’oro polacca e nel 1800 ospitò una nutrita comunità ebrea. Nel 2009 è stata la capitale europea della cultura. Ma soprattutto è la capitale dell’ambra, la resina fossile del Baltico. Lo shopping è assicurato, anche per chi vuole acquistare i pregiati lini. Info: www.apatam.it

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