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Montenegro tra monti e mare <br/> natura, relax e cultura

Il viaggio

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Le bocche di Cattaro in Montenegro

Ancor oggi pochi sanno che il Montenegro è uno stato, l’ultimo ad avere conseguito, nel 2006, l’indipendenza dopo la fine dell’ex Jugoslavia di Tito. Una piccola enclave, grande poco più del Trentino-Alto Adige, scarsamente abitata (650mila abitanti) racchiusa tra Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Albania e mare Adriatico.



Per la sua particolare configurazione geografica è un mix di etnie (montenegrini, serbi, croati, albanesi), dove ognuno parla la propria lingua e segue le proprie tradizioni e custumi. Gran parte del territorio è montuoso, con vaste estensioni boschive dove vivono indisturbati lupi ed orsi. La tutela della natura e dell’ambiente è sancito dalla Costituzione. La costa frastagliata, lunga quasi 300 chilometri, offre ben 117 spiagge lunghe e sabbiose, con alcuni degli scorci più belli e intatti del Mediterraneo. A nord le Bocche di Cattaro formano la più profonda insenatura della costa dalmata.



Un vero è proprio fiordo costituito dalle acque del mare di un azzurro metallico che diventano sempre più alte man mano che si procede all’interno, fino alla baia finale dove si trova Kotor, grazioso centro con abitazioni pietra, che si affacciano su un labirinto di vicoli e di eleganti palazzi e chiese veneziane. Poco lontano Budva e Sveti Stefan, luoghi da cartolina frequentati dai vip di tutto il mondo per uno dei resort più esclusivi in assoluto. A sud c’è Petrovac, antico insediamento romano su una spiaggia di sabbia rossa e Ulcinj abbracciata dalla lunga (12 km) spiaggia.



Il viaggio non può mancare la riserva ornitologica del lago di Scutari, il maggiore dei Balcani (grande come il Garda e in condivisione con l’Albania), ricco di uccelli che non si incontrano altrove come cormorano pigmeo o pellicano riccio. A rendere ancora più grazioso il posto la serie di cale e spiagge affacciate su un mare cobalto che regalano emozioni forti, i villaggi di pescatori incastonati tra sabbia e roccia, antiche città cinte da mura aggrappate alla roccia, con alle spalle uno sfondo di montagne imponenti. Ovunque, una cucina generosa e genuina, ispirata a quella italiana e legata al ciclo delle stagioni, con ovvia prevalenza di carne e verdura all’interno e pesce sulla costa; ottimi i vini rossi corposi invecchiati, bianchi più giovani e leggeri.



Meta da non perdere la capitale Podgorica con la sua bianca cattedrale serbo-ortodossa simbolo della città e l’antica capitale Cetinje, il candido monastero di Ostrog, sito sacro ortodosso dall’intensa spiritualità, abbarbicato ad una falesia con diverse chiese di pietra e cappelle rupestri. Da vedere la foresta primigenia di Biogradska Gora, la più importante del continente, con il lago omonimo, il parco nazionale del Durmitor (sito Unesco) intervallato dai canyon e dai laghi glaciali, la strada mozzafiato tutta curve e tornanti Kotor-Cetinje che attraversa il parco nazionale del Monte Lovcen.



Sosta obbligata alle spettacolari Gole del Tara, con pareti alte fino a 1300 metri, dove fare un rafting adrenalinico. Il periodo migliore per visitare il Montenegro è maggio giugno e settembre, con prezzi economici. Luglio ed agosto sono mesi troppo "affollati" ed i servizi potrebbero non essere all’altezza. Si entra con la sola carta d’identità, sia in auto da Trieste, dopo avere attraversato Slovenia e Croazia, oppure in traghetto da Bari a Dubrovnik o Ancona-Spalato, oppure con voli da Roma e Milano.



Il tour operator “Il Piccolo Tiglio” (www.ilpiccolotiglio.com), propone interessanti pacchetti settimanali da 350 euro a 650 euro a persona a seconda della struttura alberghiera scelta.

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