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Siena, la piazza a forma di conchiglia che tutto il mondo invidia

Città d'arte

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SIENA - Se cercate un luogo ricco d’arte e di storia ma allo stesso tempo capace di abbracciare armoniosamente il paesaggio circostante, la città che fa per voi è Siena, una delle più amate e visitate dell’intera Toscana.



E se a renderla famosa in Italia e nel mondo è stato il Palio, disputato due volte l’anno fra le 17 contrade, il piccolo gioiello è in grado di offrire anche molti altri tesori a chi decide di trascorrere un paio di giorni fra le sue mura.



Il luogo da cui partire per una visita della città è senza dubbio Piazza del Campo, diventata il simbolo di Siena per la sua inconfondibile forma a conchiglia, leggermente inclinata verso il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia, con cui condivide la stessa tonalità di marrone pastello.



Per poterne ammirare la geometria, il punto di osservazione migliore è proprio la Torre del Mangia che, con i suoi 87 metri di altezza, svetta su centro storico offrendo una vista pittoresca non soltanto sulla piazza ma anche sul Duomo, riconoscibile per le striature di marmo bianco e verde scuro che ne percorrono la facciata e le navate laterali.



Lo stesso susseguirsi di fasce orizzontali caratterizza anche l’interno della chiesa, dove a colpire, però, è soprattutto il pavimento riccamente intarsiato con scene bibliche e figure allegoriche. Ma le meraviglie non si fermano qui: il duomo, infatti, racchiude al proprio interno un piccolo gioiello, la libreria di papa Piccolomini che custodisce preziosi spartiti di epoca rinascimentale.



Sul retro del duomo si trova invece il battistero, decorato con un ciclo di affreschi perfettamente conservati. Oltre che sulla volta, lo sguardo dei visitatori non può fare a meno di posarsi sulla fonte battesimale, a cui hanno lavorato alcuni dei più grandi scultori del Rinascimento: da Jacopo della Quercia a Donatello.



Il duomo, insomma è un vero e proprio capolavoro. Tuttavia Siena desiderava una chiesa ancora più grandiosa, che fosse il biglietto da visita della potenza raggiunta dalla città. L’attuale edificio avrebbe dovuto trasformarsi nel transetto di una cattedrale molto più ampia, di cui sono stati realizzati soltanto una parte della navata e il cosiddetto “facciatone”. Il progetto, infatti, si arenò di fronte alle enormi spese necessarie alla realizzazione di un’opera così maestosa.



Di tutt’altra natura sono invece i luoghi di Santa Caterina, patrona d’Italia e d’Europa, che è nata nella città senese a metà del Trecento. La casa-santuario e la basilica di San Domenico trasmettono infatti un senso di pace e umiltà, due aspetti che hanno accompagnato Caterina durante l’intera vita spesa al servizio dei più poveri. La sua città natale le era talmente affezionata da volerla accanto anche dopo la morte, motivo per cui la testa della santa è stata imbalsamata e posta in una teca di vetro all’interno della basilica.



Dopo tanta ricchezza architettonica e spirituale, però, anche il palato vuole la sua parte: non resta allora che addentrarsi tra le viuzze del borgo per assaporare i piatti più tipici della tradizione senese, come i “pici” e la “scottiglia” sorseggiando un bicchiere di buon Chianti. E come dessert non possono mancare i ricciarelli o il panforte.



Per informazioni:
[url"www.discovertuscany.com"]https://www.discovertuscany.com/it/siena/[/url]

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