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Borghi di tufo, dove la roccia diventa arte

Città d'arte

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21/04/2017 - 17:00

CITTA’ DI TUFO – Tre capolavori scolpiti nel tufo dell’entroterra toscano: sono le città di Pitigliano, Sorano e Sovana, in provincia di Grosseto.



Un tempo queste città erano collegate tra loro grazie alle [url"Vie Cave"]http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/viaggi/vie-cave-la-mappa-misteriosa-lasciata-dagli-etruschi[/url] scavate dagli etruschi, profondi canaloni il cui significato resta tutt’ora un mistero. Il segreto della bellezza di questi tre borghi sta nel materiale che li compone: il tufo degli speroni rocciosi su cui si innalzano e con cui sembrano un tutt’uno.



Di grande impatto è il borgo di Pitigliano, disteso su un’altura e abbellito dalle arcate dell’acquedotto rinascimentale. All’ingresso della città si trova anche la fortezza Orsini, con il suo imponente mastio circolare e le sale affrescate, oggi sede di due importanti musei.



Passeggiando per i suggestivi vicoli del borgo, si incontra la cattedrale e, alle sue spalle, nel ghetto ebraico chiamato “Piccola Gerusalemme”. Per secoli il quartiere è stato il rifugio per centinaia di famiglie ebree.



Dopo l’espulsione dallo Stato Pontificio, avvenuta a metà Cinquecento, moltissimi ebrei trovarono un nascondiglio qui, dando vita a una città all’interno della città, di cui oggi si possono visitare la sinagoga, la scuola e il forno. Un luogo di fede e cultura, dove, però, trova spazio anche il palato: i dolci da non perdere sono gli “sfratti”, biscotti a forma di bastone che ricordano la cacciata degli ebrei.



Il borgo di Sovana, invece, composto da un’unica via centrale lastricata, è famoso per i ruderi della rocca aldobrandesca e per la cattedrale paleocristiana di Mamiliano. A rendere unica questa chiesa è l’insolito orientamento della facciata di pietra grigia scolpita a grossi blocchi. L’interno, invece è finemente decorato con motivi a scacchiera in cui il grigio chiaro si alterna al bianco. Nel 2004, durante i lavori di restauro, venne scoperto un tesoro composto da oltre 400 monete d’oro risalenti al V secolo e oggi esposte nel museo della cattedrale.



L’ultima tappa di questo suggestivo viaggio alla scoperta delle città di tufo è Sorano. Ma prima di raggiungerlo, prestate attenzione al grande masso che si scorge sulla sinistra, poco prima del bivio per Pitigliano. Non si tratta di un sasso qualsiasi, ma della “Mano di Orlando”: la leggenda racconta infatti che il paladino di Carlo Magno, impegnato nell’assedio di Sovana, si fermò a pregare accanto al macigno, stringendolo con tanta forza da lasciare i segni del proprio pugno impressi nella roccia.



Una volta giunti a Sorano, resterete sorpresi dalla conformazione del borgo, un susseguirsi di saliscendi, e soprattutto della sua piazza lunga, stretta e arroccata sulla cima del Masso Leopoldino. All’estremità svetta la Torre dell’Orologio, che assomiglia a una sentinella posta a guardia dell’abitato.



Per informazioni: [url"città di tufo"]http://www.weekendromanticotoscana.info/blog/percorsi-e-idee-romantiche/maremma-citta-del-tufo/[/url]

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