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Piave, un monumento d'acqua da conoscere a ritmo di pedali

Ciclisti per caso

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TRA PIAVE E LAGUNA DI VENEZIA – Se c’è un fiume che più di ogni altro è capace di raccontare un pezzo della nostra storia, questo è il Piave: sulle sue sponde si sono combattute alcune delle battaglie più sanguinose e più decisive della Prima guerra mondiale.



E se volete conoscerlo da vicino, il modo migliore è armarsi di caschetto e mountain bike percorrendone il corso tortuoso da San Donà di Piave fino alla laguna di Venezia.



L’itinerario, lungo 47 km (tra andata e ritorno) ma tutto pianeggiante, parte dal parcheggio del parco fluviale, poco distante dal casello dell’autostrada di San Donà. Qui imboccate la pista ciclabile sterrata che si snoda sulla sinistra e vi permetterà di pedalare a pochi metri dall’acqua smeraldina del Piave.



Dopo 2 km al bivio tenete la sinistra, ma se vi sembrerà di girare a destra, non preoccupatevi: le sinuose anse del fiume, inanellate l’una di seguito all’altra cercano in tutti i modi di confondervi le idee. Anche il canto ammaliante dei tantissimi uccelli che popolano le rive, gioca la sua parte: impossibile non esserne rapiti. Qui la natura regna indisturbata e se volete ritrovare una traccia di civiltà, dovrete percorrere altri 7 km.



Raggiunto l’abitato di San Donà, imboccate una stradina erbosa e poi la strada asfaltata che vi permetterà di attraversare il fiume sul Ponte della Vittoria. Qui, svoltate subito a sinistra in direzione di Jesolo e al km 11,5 riprendete il sentiero ciclo-pedonale, dopo aver attraversato un piccolo ponte.



Poco più avanti vi imbatterete in una presenza curiosa: un'enorme rete da pesca, larga quasi quanto il fiume che pende sull’acqua sorretta da quattro pilastri. Al centro della rete è collocata una lampada per attirare i pesci. Non è un’istallazione d’arte contemporanea, ma un astuto espediente messo a punto dai pescatori.



A questo punto abbandonate il fiume per imboccare la strada asfaltata, e, giunti a un incrocio, svoltate a sinistra seguendo le indicazioni per Passerella. Dopo un chilometro e mezzo svoltate a destra in via Francescata, una piccola strada asfaltata che vi accompagnerà fino alla laguna.



A tenervi compagnia ci sarà anche il Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa. Al km 23 appena attraversato il corso d’acqua, vedrete in lontananza il luccichio della laguna, che avrete modo di costeggiare ammirando la tavolozza di colori creati dall’accostamento tra il blu del mare, il giallo dorato dei banchi di sabbia e il verde spento dei canneti.



Al km 28, dopo aver ammirato il suggestivo panorama, ripercorrete il tratto fino a Caposile e attraversate il ponte di barche. Sull’altra sponda svoltate a destra e imboccate il sentiero sterrato. Vi trovate ora sulla “Restera” di Piave Vecchia, così chiamata perché questo tratto rappresenta l’originale corso del fiume prima della deviazione delle sue acque.



In alcuni tratti la fitta vegetazione rallenterà la vostra corsa, ma non perdetevi d’animo, poco più avanti il sentiero migliora fino a raggiungere la strada asfaltata di Musile sul Piave.



Da qui seguite le indicazioni per Venezia e Treviso. Poco prima di incrociare il ponte della ferrovia girate a sinistra e prendete la stradina sterrata fino a raggiungere il ponte di barche di Fossalta di Piave, dove attraverserete per l’ultima volta il fiume prima di fare ritorno a San Donà.



All’arrivo, sarete stanchi ma felici di aver esplorato uno dei "monumenti d'acqua" più imponenti d'Italia.


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