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Toscana

Alla scoperta del borgo medievale e delle specialità gastronomiche di Prato

Una città dal fascino medievale che non mancherà di stupire gli amanti delle destinazioni meno inflazionate è Prato.

Alla scoperta del borgo medievale e delle specialità gastronomiche di Prato

Una città dal fascino medievale che non mancherà di stupire gli amanti delle destinazioni meno inflazionate è Prato.

La città conserva un centro storico elegante, all’altezza dei nuclei medievali di tante delle più note città toscane. Negli ultimi anni sempre più turisti, anche stranieri, visitano la città, che ha cominciato a cambiare anche in loro funzione, in centro hanno aperto diversi locali ed è piacevole passeggiare la sera per i vicoli e le piazze più antiche, libere dal senso di assalto che a volte si respira in città più battute. 

 

Cosa vedere:

Una delle prime cose che attireranno l’attenzione all'interno delle belle mura sarà il Castello dell'Imperatore, unica testimonianza di architettura sveva nell'Italia centro-settentrionale. A poca distanza lo sguardo è libero di spaziare nella bella piazza che ospita il Duomo di Santo Stefano. Nella Cattedrale - sull'estremità destra della cui facciata spicca il singolarissimo disco del pulpito esterno di Donatello e Michelozzo - si potranno ammirare gli splendidi affreschi di Filippo Lippi. Il pulpito è tutt'ora utilizzato ogni 8 settembre per l'ostensione della Sacra Cintola della Madonna, reliquia cui i pratesi sono tutt'ora particolarmente legati. Anche qui del resto non mancano certo le cose da vedere, nel volgere di poche strade incontrerete Palazzo DatiniPalazzo Pretorio, la Basilica di Santa Maria delle Carceri di Giuliano da Sangallo, le chiese di San Francesco e San Domenico, e poi ancora il Museo di Pittura Murale e quello dell'Opera del Duomo, dove sono custodite opere di maestri come Agnolo GaddiPaolo UccelloFilippo e Filippino LippiDonatelloMichelozzo e molti altri.

Prato è una città che ha saputo combinare antico e contemporaneo (per vocazione e per necessità), a tal riguardo è di notevole importanza il Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci". Per completare la visita è infine consigliabile un’ultima puntata in centro, stavolta al Museo del Tessuto, singolare e istruttiva espressione della storia tessile della città. All’interno del Museo sono conservati campioni che vanno dal V secolo ai nostri giorni, mentre lo stesso edificio che lo ospita è un monumento di archeologia industriale, trattandosi dell'unico grande complesso produttivo ottocentesco ancora esistente all'interno delle mura medievali.

Cosa mangiare:

Il piatto tipico per eccellenza è il sedano alla pratese, preparato con le costole più tenere dell'ortaggio scottate in acqua, farcite con un impasto di norma composto da fegatini di pollo, polpa di vitello, tuorli d'uovo e spezie, fritte in abbondante olio ed infine affogate in un sugo di carne o pomodoro. Semplici e gustosi sono anche la classica pasta e fagioli, la farinata con il cavolo nero, i tortelli di patate, il coniglio rifatto, la minestra di pane e la ribollita, a base di carote, cavolo nero, fagioli, pane raffermo ed aromi vari.

Legata alla tradizione è anche la lavorazione delle carni di maiale, tanto che già nel 500 le salcicce di Prato erano il piatto tradizionale della Fiera. Con i ritagli dell'animale appena macellato - guancia, animelle, interiora - si prepara il tipico tegamaccio, stufato di maiale insaporito col sangue della macellazione. Tra gli insaccati ricordiamo la finocchiona (salame preparato con carne suina macinata grossa a cui si aggiungono pezzetti di grasso e semi di finocchio), la mortadella di Prato, ed i gustosi prosciutti che ben accompagnano il pane di Prato senza sale di tradizione toscana ma particolarmente fragrante.

Con il pane si preparano i crostini con i fegatini, le ficattole (pasta di pane tagliata a losanghe e fritta) ed innumerevoli zuppe, dalla fresca panzanella, alla pappa al pomodoro, alle fette di pane con il cavolo nero, ma anche dolci come il succulento pan con l'uva, semplice pasta di pane arricchita di uva nera.

Ogni pasto che si rispetti termina con i biscotti di Prato, i famosi cantucci (preparati con farina di grano, acqua, uova e mandorle dolci) inzuppati nel vinsanto. Meno noti ma altrettanto ghiotti sono i bruttibuoni (dolcetti alla pasta di mandorle), la torta mantovana, gli zuccherini di Vernio, gli amaretti di Carmignano, ed il rustico castagnaccio, preparato con la farina di castagne.

 

Come arrivarci:

Da Rovigo raggiungerete Prato in sole 2 ore di viaggio in auto. In alternativa dalla stazione di Rovigo potrete raggiungere quella di Prato in circa 2 ore e mezza di treno con una spesa che si aggira attorno ai 15 euro.

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