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Lungo il fiume Sile, a caccia di mulini e cimiteri di barche

Un itinerario pianeggiante di 24 km che segue le anse sinuose del fiume di risorgiva più lungo d'Europa. Da Treviso a Casier pedalando in compagnia di moltissime specie di uccelli acquatici.

Lungo il fiume Sile, a caccia di mulini e cimiteri di barche

Se, nonostante la primavera inoltrata, non avete ancora rispolverato la bici per la nuova stagione ciclistica, il rodaggio perfetto è il percorso lungo il fiume Sile, partendo dal centro di Treviso.

Un itinerario pianeggiante che si snoda per 24 chilometri (fra andata e ritorno) e vi permetterà di ammirare un fiume dalle acque limpidissime, che ospitano una vegetazione rigogliosa in cui trovano rifugio moltissime specie di uccelli acquatici.

Oltre alla bottiglietta d’acqua tenete a portata di mano, dunque, anche la macchina fotografica perché le sinuose volute create dal fiume potrebbero offrirvi incontri inaspettati che vale la pena immortalare.

Il punto di partenza dell’itinerario è piazza Garibaldi, in centro a Treviso. Da qui basterà seguire il corso delle acque e attraversare la strada all’incrocio per raggiungere via Tasso, dove la pista ciclabile passa sotto un bel viale alberato e il fiume si allarga dando un senso di distensione a chi pedala lungo le sue rive. Sulla sinistra le antiche mura cittadine, mentre poco più avanti, proseguendo lungo via Alzaia, spicca a pelo d’acqua un vecchio battello ora trasformato in ristorante.

Dopo quasi 2 km il fondo diventa sterrato: a questo punto la sensazione di attraversare un’oasi incontaminata è completa. In effetti le acque del Sile, di un intenso colore verde, sono alimentate da una risorgiva, chiamata “fontanasso” in gergo trevigiano, che affiora in superficie in corrispondenza di Vedelago, 15 chilometri a nord di Treviso. Il Sile vanta anche un primato: con i suoi 95 chilometri di percorso è il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, di cui i ciclisti possono esplorare entrambe le sponde.

Dopo 4 km infatti, un ponte pedonale permette di attraversare il fiume raggiungendo l’argine opposto, dove si deve mantenere la destra per costeggiare un ramo secondario del fiume, detto “Sile Morto”. Pedalando per altri 8 km si raggiunge l’isola di Villapendola, dove il fiume dà origine a una serie di laghetti oggi adibiti alla pesca sportiva.

Al chilometro 9 si abbandona la strada asfaltata per imboccare di nuovo la pista ciclabile, che corre sopra una passerella in legno, sospesa su una palude di canneti. E’ arrivato il momento di aguzzare la vista per scovare le carcasse di legno che popolano il “cimitero dei burci”.

Si tratta delle imbarcazioni usate un tempo per trasportare merci da Treviso alla laguna di Venezia sfruttando le acque del Sile all'andata, e la forza muscolare di buoi e cavalli al ritorno. Per risalire la corrente, infatti, le imbarcazioni dovevano essere trainate dagli animali, che camminavano lungo l’argine.

Poco oltre, sulla riva sinistra un’altra emozionante sorpresa: il grande mulino di Silea e, dopo 12 km, ecco pararsi davanti a voi la località di Casier, dove il fiume crea una vasta ansa.

A questo punto non vi resta che scattare una foto ricordo e invertire la rotta per fare ritorno a Treviso, un po’ più stanchi di quando siete partiti ma sicuramente più rilassati e sereni.

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