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Sri Lanka, isola che risplende

Crogiuolo di razze, culla del buddismo, ricca di storia che si legge visitando templi e capitali

Sri Lanka, isola che risplende

Di Donato Sinigaglia
Il nome, Sri Lanka (terra risplendente) è quanto mai appropriato per un’isola dal grande fascino esotico e satura di spiritualità.
Una terra che evoca immagini di spezie e tè aromatici, di elefanti al lavoro, di spiagge incontaminate, dei pescatori sul trespolo immortalati da Steve Mc Curry e “cantati” dai Duran Duran, di imponenti resti di antiche civiltà, di enormi statue del Budda. L’antica Ceylon dei colonialisti europei (portoghesi, olandesi ed inglesi), la Serendib degli arabi, ha la forma di una lacrima o di una goccia di tè. Si trova ad una trentina di chilometri dalla costa sud orientale dell'India, separata da un tratto di oceano dove gli isolotti corallini formano una sorta di ponte naturale.
Foreste rigogliose si intervallano a montagne coltivate a terrazze, dove il verde assume intense sfumature. E' ricca di fiumi, cascate e laghi, che gli antichi cingalesi seppero regimentare con enorme perizia idraulica, ricavandone una terra estremamente fertile. Per questo l’isola di Sri Lanka, dopo la fine del conflitto con le Tigri - Tamil che per vent’anni ha insanguinato l’isola e dopo le devastazioni dello Tsunami, ha tanto da proporre ad un turista attento e curioso.
A cominciare dalla sua pluralità etnica, che dal punto di vista politico e amministrativo pone non pochi problemi. Un crogiuolo di razze, un mosaico di culture dove ogni gruppo conserva un patrimonio di fede, usanze e riti che regolano la vita individuale e il comportamento sociale. Poi il buddismo Theravada, nato e prosperato proprio qui come religione ufficiale da oltre duemila anni, nella forma più austera e ascetica. Basta visitare gli innumerevoli templi e monasteri sparsi in tutto il paese, oppure gli imponenti resti delle grandi capitali antiche come Anuradhapura, Polonnaruwa, Dambulla sulla sommità di una collina (salita 400 scalini) con il Tempio d’oro che ben 150 statue di Budda, Kandy, dove è custodita la reliquia più importante del mondo buddista (il sacro Dente, Dalada Maligawa) o la fortezza di Sigirya.
L’architettura buddista si è sviluppata con uno stile proprio. L’esempio più evidente è costituito dal “dagoba”, enormi stupa di mattoni a forma di emisfero solido, contenenti reliquie sacre; con la loro semplicità rappresentano la quintessenza del buddismo. Ma allo stesso tempo anche un’architettura non da poco: il Jatavanarama Dagoba di Anuradhapura, alto 121 metri, costituisce il maggior monumento buddista al mondo e uno dei più grandi edifici religiosi della terra.
La natura costituisce l’altra importante valenza. Fitte foreste tropicali, con piante pregiate (ebano e teak), con tremila specie di fiori dove spiccano le orchidee selvatiche e le piante medicinali, offrono riparo a elefanti, cervi, scimmie, orsi e coccodrilli con in mare balene, delfini e tartarughe.
Fra i parchi e le riserve (un centinaio), primeggiano quello di Yala dove vivono elefanti ma anche il raro leopardo asiatico, e di Pinnawela, l’unico orfanotrofio al mondo per elefantini abbandonati. I siti Unesco sono otto. Per non parlare delle spiagge d’incanto, come a Trincomalee, dei giardini dove si coltivano le odorose essenze medicinali, di una delle più alte cascate della terra, del fascino di residenze coloniali e delle piantagioni di tè a Nuwara Eliya, di coloratissime cerimonie religiose, di erbe terapeutiche e di intrugli portentosi, di piccanti piatti aromatici e di frutti esotici. Un'isola che fa sognare.

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