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Sosta di gusto <br/> al Bi-color cafè

L'aperitivo

OCCHIOBELLO – Sosta al “Bi-color cafè”, sulla via Eridania, nel cuore del centro commerciale rivierasco. Certamente un bar di passaggio, ma all’ora dell’aperitivo si trasforma in un appuntamento fisso per molti amici occhiobellesi e non che si ritrovano davanti ad un buon bicchiere, per trascorrere momenti di allegria e spensieratezza, dopo una giornata lavorativa. La clientela che si incontra è molto varia, rappresentanti, commercianti e artigiani della zona, coppie di mezza età e soprattutto molti giovani. Il locale è gestito dall’inizio di quest’anno da Marcella Antonioli che con un meraviglioso sorriso accoglie i clienti assieme alle sue belle collaboratrici. Marcella ci racconta come da ex dipendente del bar, dopo cinque anni ha rilevato l’attività dopo la sua chiusura e dopo soli cinque giorni, grazie all’aiuto di suo papà, è riuscita a riaprirlo ed ha iniziato a lavorare. Le colazioni sono il suo pezzo forte; caffè decorati, ottimi cappuccini e buonissime paste fresche, sono il modo migliore per iniziare al meglio la giornata. Una vera e propria novità, non facile da trovare in zona, sono i prodotti biologici e quelli a disposizione dei celiaci. Ma è attorno alle 18.30, ora canonica per l’aperitivo, che il locale si anima ed è possibile gustare oltre all’ormai tradizionale spritz veneto, ottime birre e prosecchi millesimati di ottima scelta. Non passa giorno che tra i clienti che si fermano per un prosit con gli amici, accompagnato da i più svariati stuzzichini, non faccia la sua comparsa “Furietto”, storico amico della titolare che si ferma per un prosecchino e per inveire contro i patiti del gioco del pallone. “Io sarei per asfaltare i campi di calcio, e demolirei gli stadi per far spazio a parcheggi o capannoni industriali – ci spiega - non concepisco le migliaia di persone che vanno a perdere giornate intere per vedere 22 persone in mutande che corrono dietro ad una palla”. “Ormai l’abitudine dei ragazzi - racconta la titolare Marcella - è quella di venire a ‘fare aperitivo’ in gruppo e uno di loro, a turno, non beve. Così possono permettersi di bere anche più di un prosecco, senza rischiare la patente e soprattutto la pelle”. Prima di uscire incontriamo Franco, un signore di mezza età che ci racconta come per lui sia diventato ormai una tappa fissa prima del ritorno a casa. “Non mi sembra di aver concluso la giornata – ci chiarisce – se non passo in bar a bermi una birretta, mangiare due arachidi, due patatine e fare quattro chiacchiere con gli amici”.

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