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Prima di cena si va al Darkly <br/> Caipirina, “sguazzone” o spritz?

Al bar

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FICAROLO - Dopo una giornata di lavoro non esiste posto migliore dove distendere i nervi e trascorrere qualche ora in compagnia per un aperitivo degno di questo nome. “Il preteso giusto per il tuo caffè” si legge sull’insegna luminosa del Darkly bar del centralissimo corso Matteotti, e la presenza dietro al bancone della bella e simpatica Cinzia sembra ne sia la vera ragione.

“Lavoro in bar da oltre 10 anni, e anche se gestisco questo locale da poco più di 5 mesi, mi sono già affezionata ai miei clienti, e loro a me – racconta la stessa Cinzia – Si fermano qui non solo per i prodotti di qualità, ma anche per il servizio che offriamo loro”.


Un sorriso e quattro chiacchiere amichevoli, in effetti nell’esercizio altopolesano non mancano mai.

All’ora dell’aperitivo, sul bancone del locale, trovano posto oltre ai classici stuzzichini, anche affettati, pasta fredda, panini e pizzette di ogni tipo. Per un’apericena come si deve.

“Non passa sera che non mi fermi con gli amici per passare qualche momento di spensieratezza – racconta Marco, cliente storico del locale – è un po’ come andare in camera di decompressione; stacco dalla giornata lavorativa prima di andare a cena”.


Oltre al tradizionale prosecco e al venetissimo spritz, i clienti richiedono le bevande più varie per brindare alla fine della giornata; c’è chi si fa preparare il Caipirina, chi lo ‘sguazzone’, chi preferisce una buona birra e chi invece non disdegna un buon bicchiere di rosso.

“L’unica cosa che bevo malvolentieri è l’acqua – afferma deciso Matteo ‘Cugi’, esperto intenditore, conoscitore e produttore di vini – farà anche bene, ma sono sempre più convinto che il vino faccia meglio. Se il primo miracolo fatto da Gesù è stato tramutare l’acqua in vino, ci sarà pure una ragione”.

“Io vorrei tanto che la barista facesse suo il mio aperitvo preferito – ci spiega Alessandro – ma purtroppo non è possibile per motivi di legge”.

“Se fossi un parlamentare farei una proposta di legge – scherza Marco – far diventare l’aperitivo, patrimonio dell’umanità”.


L’aperitivo in questione infatti, apprezzato anche da altri clienti che raccontano di averlo provato, è composto da mezzo bicchiere di clinto, sciroppo di menta, zucchero di canna, acqua e una foglia di menta fresca. Non resta che recuperare gli ingredienti, provarlo e chiedere che venga inserito nelle bevande ordinabili al bancone.

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