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E ora riparte il valzer delle nomine

Presto il cda dell’Iras, con Marassi in pole. Paron pronto per la Cariparo. E poi As2, Set, Consvipo

E ora riparte il valzer delle nomine

Gli spartiti sono pronti. Gli strumenti quasi definitivamente accordati e l’orchestra pronta a suonare il valzer delle nomine che sta per far ballare politici e amministratori a palazzo Nodari.

Dopo la ritrovata compattezza fra sindaco Bergamin e vertici di Forza Italia, siglata con l’ingresso in giunta del vicesindaco Andrea Bimbatti, la maggioranza di centrodestra si prepara ad affrontare l’altrettanto delicata partita delle nomine. Ruoli ed incarichi che cominceranno a fioccare nelle prossime settimane e che vedranno molti esponenti dei partiti che governano la città cercare nuovi posti al sole.

Sono diverse, infatti, le poltrone che si stanno per liberare all’interno di enti di secondo grado e società partecipate. Posti la cui destinazione non può non essere entrata negli accordi che hanno consolidato la coalizione di centrodestra. Altrimenti sarebbe valida la tesi di chi sottolinea che l’accordo fra sindaco e Forza Italia si è concluso con un grande passo indietro di quest’ultimo partito, dato che la nomina di un vicesindaco forzista, era nei patti da sempre. In realtà nell’intesa ci sta anche la riconferma della coalizione, anche nel 2020, con l’asse sindaco Bergamin e vicesindaco e presidenza del consiglio a Forza Italia.

E poi le nomine, da tempo nel mirino di Fi, ma anche degli altri gruppi di centrodestra. E allora riparte il valzer delle poltrone, un giro di danze che si concluderà nell’arco di alcune settimane. A luglio potrebbe essere il momento di un nuovo ingresso nel consiglio della fondazione Cariparo, il Comune di Rovigo dovrà indicare un nome. In pole position pare ci sia il forzista Claudio Paron. Tra giugno e luglio poi sarà la volta di rinnovare il vertice di As2. Pare escluso un nuovo mandato per l’attuale presidente Roberto Magaraggia. In questo caso però saranno i soci (componente di maggioranza Occhiobello) a definire la nuova governance.

A luglio dovrà essere nominato pure il cda dell’Iras, che così uscirà da due anni di commissariamento. Per la squadra di governo della casa di riposo si fanno già i nomi di Giorgio Marassi, di Forza Italia, di esponenti dell’area Lega, e della possibilità di far entrare nel consiglio un componente dei gruppi di minoranza, magari di quelli di sinistra. Il nome di Marassi, però, viene spesso associato anche a quello del Cur. Da nominare, poi, anche un consigliere per il cda della Set. Anche in questo caso in prima linea ci sarebbero esponenti della Lega (entro una decina di giorni dovrebbe essere scelto il commissario provinciale), ma anche di consiglieri dei gruppi di opposizione ma non particolarmente ostili all’amministrazione comunale.

C’è poi la grande incognita del Consorzio di sviluppo, che sta assumendo i contorni di un teatrino dell’assurdo. Il cda è dimissionario dallo scorso dicembre, eppure sindaci e partiti non sembrano aver trovato ancora una via d’uscita per nominare un nuovo vertice e rilanciare l’ente.

In ogni caso la musica è partita, ed ora i ballerini si preparano a scendere in pista per il nuovo giro di valzer.

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