VOCE
i giovani e le dipendenze
20.04.2026 - 21:00
Alcol, droghe, gioco d’azzardo e dipendenza da smartphone: tra i giovani questi comportamenti sono sempre più diffusi e sempre più precoci. I dati del monitoraggio dell’Ulss 5 Polesana, nell’ambito del progetto Espad, parlano chiaro: oltre l’80% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha già bevuto alcol, più di uno su quattro pratica binge drinking e circa uno su venti presenta forme di gioco problematico.
Numeri che si inseriscono in un quadro più ampio di dipendenze in crescita, come confermano anche le quasi duemila persone seguite dal Serd nel 2025. Quanto è grave la situazione e cosa si può fare per contrastarla concretamente?
“Intanto mi addolora vedere tanti giovani ricadere nelle dipendenze in modo sempre più precoce - racconta Anna, studentessa di psicologia - Servirebbe molta più formazione, soprattutto a scuola, per far capire i rischi e intervenire per tempo. E’ importante fare prevenzione coinvolgendo anche genitori e insegnanti, in un progetto più ampio”. Un ruolo, secondo lei, lo giocano anche i social: “Gli adolescenti sono molto influenzabili, seguono i trend e possono trovarsi in gruppi che incoraggiano comportamenti a rischio”.
Per Thomas la situazione è “sempre più grave”, ma invita a cercare alternative: “Bisogna saper conciliare diverse attività. Io collaboro con un’associazione culturale e credo che partecipare a iniziative possa aiutare a uscire da uno stato di alienazione tipico della nostra società”. Anche il cellulare può creare dipendenza: “Applicazioni come TikTok o Instagram sono progettate per catturare l’attenzione. Bisogna trovare alternative e nuovi stimoli”.
Celeste punta invece sull’educazione: “E’ importante parlarne a scuola. Conta molto anche il giro di amicizie e avere valori che ti tengano lontano da queste situazioni”. Sulle cause aggiunge: “Siamo molto influenzati da ciò che vediamo e spesso manca il pensiero critico. Servirebbe più consapevolezza fin da piccoli, senza proibizioni ma con un controllo attivo da parte dei genitori”.
A colpire di più Maria Cristina Acquaviva, presidente del Cur, è la dipendenza da smartphone: “Su alcol e droghe esistono già strumenti per intervenire, ma sui telefoni i rischi sono ancora poco conosciuti, soprattutto per un cervello in sviluppo”. La risposta, conclude, sta nella rete: “Servono informazione, eventi e città vive culturalmente, con opportunità per i giovani di incontrarsi e stare insieme anche fuori casa”.
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