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L’allarme

Meno prof per le scuole polesane

I sindaci: “Ci sono classi a rischio e la qualità dell’insegnamento potrebbe diminuire”

Meno prof per le scuole polesane

Taglio al numero degli insegnanti per le scuole polesane. Trenta in meno solo per gli istituti elementari. “In questo modo - tuonano i sindaci polesani - si mette a rischio la qualità dell’insegnamento e ci saranno classi e scuole a rischio”.

L’allarme dei primi cittadini ieri è stato portato direttamente in prefettura nella riunione convocata dal prefetto Enrico Caterino per fare il punto sulla situazione che in molti Comuni sta creando preoccupazione. Il rischio è che nel giro di qualche anno il numero delle scuole polesane, soprattutto nel settore delle primarie, possa scendere decisamente, creando notevoli disagi in un territorio dove le distanze tra un plesso e l’altro sono ancora notevoli.

“Il problema - hanno ripetuto Vinicio Piasentini, sindaco di San Martino di Venezze, Antonio Bombonato, di Costa e Leonardo Raito, di Polesella - è che ancora non c’è chiarezza. Nemmeno sui numeri dei tagli decisi dall’Ufficio scolastico regionale”. Il fatto è che a Venezia si vuole abbassare la proporzione polesana fra numero degli studenti e numero degli insegnanti che è di 20,70, mentre nel resto del Veneto è di 22,99. Ecco allora che i tagli serviranno proprio a riequilibrare questo rapporto “dove però - ripetono i sindaci - non si tiene conto della tipologia del Polesine, della sua demografia e della sua geografia. Parlare solo di rapporto matematico ha poco senso. Un taglio al numero dei docenti, che sarebbe solo l’inizio di un processo destinato a durare anche nei prossimi anni, potrebbe mettere in difficoltà alcune pluriclassi e classi elementari di alcuni paesi. Per questo abbiamo chiesto al prefetto di farsi carico di queste problematiche”.

I numeri non sono ancora definitivi, ma nemmeno chiari al 100%, dato che il taglio dei maestri elementari si dovrebbe attestare sui 30 insegnanti in meno, frutto di una combinazione fra 46 pensionamenti e 16 posti eliminati, un totale in parte compensato da alcuni rimpiazzi. Ma il saldo sarebbe comunque negativo per 30 docenti.

la sforbiciata ai maestri potrebbe avere conseguenze su diversi istituti polesani, e quindi, 3 studenti in meno ad Adria, due in meno a Lendinara, e ancora: 4 nel Rovigo 3, 2 all’istituto comprensivo Rovigo 4, 1 maestra in meno al comprensivo Rovigo 2, 1 a Fiesso con il taglio di una pluriclasse, 3 a Porto Viro, altrettanti a Porto Tolle, 4 in meno a Polesella, 2 a Villadose, 2 in meno Ariano-Corbola.

Nel vertice in via Celio, presenti una quindicina di Comuni oltre alla Provincia, sono stati anche forniti numeri relativi al calo delle iscrizioni nelle scuole polesane. Numeri, anche in questo caso, non definitivi, sulla base delle preiscrizioni. Nel prossimo anno scolastico, in sostanza, ci saranno 496 studenti in meno, in particolare meno 262 alle superiori, meno 135 alle scuole medie, meno 80 alle elementari e meno 19 alle materne. Secondo i primi cittadini ci sono istituti che potrebbero andare in sofferenza nel giro di qualche anno, o anche molto prima. Per questo “abbiamo deciso di far sentire la nostra voce e abbiamo chiesto al prefetto che non venga trascurata la nostra segnalazione”. Il timore è che il Polesine possa essere penalizzato ulteriormente.

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