VOCE
SINDACATI
21.04.2026 - 19:56
Saranno circa 800 i polesani che, il 1 maggio, si uniranno al parterre di tutte le sigle sindacali convocate per celebrare insieme la festa dei lavoratori in piazza del mercato a Marghera. Prima veneta, infatti, per il consueto ritrovo che, da anni ormai, sdoppia le ricorrenze fra il famoso “concertone” di piazza San Giovanni in Laterano e il momento sindacale nazionale.
“Quest'anno il tema scelto è il lavoro dignitoso” hanno esordito unitariamente ieri mattina, nella sede Cisl di viale Tre Martiri, Samuel Scavazzin (Cisl Padova-Rovigo), Pieralberto Colombo (Cgil) e Gino Gregnanin (Uil) nel presentare il programma della giornata. Interverranno, nel corso dell'appuntamento, che inizierà alle 10, Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl e Maurizio Landini, segretario generale Cgil. Precarietà, intelligenza artificiale e contratti “pirata”: questi i temi che verranno affrontati nel cuore simbolo dell'industria veneta e veneziana degli anni sessanta. “Nonostante i tanti passi avanti, molti rimangono quelli da fare, specie in un territorio come quello polesano che soffre dell'inverno demografico, della fuga dei giovani, della precarietà che affligge i lavoratori, del fatto di essere la provincia con il reddito più basso a livello regionale e tra gli ultimi posti della classifica nazionale. Chiediamo un lavoro a tempo indeterminato, un lavoro dignitoso che, nel 2026, deve essere un mantra assolutamente da fare nostro” hanno ribadito le sigle, aggiungendo: “A questo si aggiunge la garanzia di un'occupazione stabile e sicura. Veniamo da un 2025 che ha visto il nostro territorio colpito da numerosi morti nei luoghi di lavoro”.
In merito a questo, infatti, si stanno registrando interesse e partecipazione per la raccolta fondi solidale (partita a febbraio) destinata a tutti coloro che hanno perso i loro cari sul lavoro, in una provincia, la nostra, ormai con la più alta incidenza mortale in rapporto alla popolazione in età lavorativa. Attenzione anche alla “transizione” tecnologica, continuano, in riferimento al caso del licenziamento collettivo, in tronco, dei 37 dipendenti proprio di Marghera: “L'avvento dell'IA non può certamente essere fermato ma, come per tutti i grandi cambiamenti avvenuti nel nostro modo di lavorare, occorre regolamentarlo”.
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