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Il caso Tesoro

“Se a processo si deve fare da parte”

Bimbatti (Fi) e Raule (Lega): “Garantisti fino alla fine”. Indagato anche ex dirigente della questura

“Se a processo si deve fare da parte”

Il comandante dei vigili urbani sempre più nella bufera. Per ora l’amministrazione comunale non lo molla, dall'opposizione invece arrivano le prime bordate. Senza toni eccessivi, senza foga giustizialista ma mettendo i puntini sulle i.

Il procuratore della repubblica Carmelo Ruberto ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per Giovanni Tesoro, comandante della polizia locale di Rovigo, chiusura dell’inchiesta che lo vede accusato di peculato, falso, abuso d’ufficio. Un’inchiesta che ha finito per coinvolgere l’ex dirigente della squadra volanti della questura di Rovigo, Michele Fioretto, indagato per rivelazione del segreto d’ufficio e un altro vigile urbano in servizio a Rovigo per concorso in peculato. La decisione sul rinvio a giudizio, e quindi sulla eventuale celebrazione di un processo per fare piena chiarezza sulla vicenda, sarà presa solo nel corso di un’udienza preliminare che verrà fissata nei prossimi mesi.

Intanto la politica si divide sulla posizione da adottare nella vicenda. Il vicesindaco di Rovigo Andrea Bimbatti si dichiara garantista fino alla fine “non conosco bene la vicenda - specifica - ma io dico che fino alla fine del procedimento non si possono esprimere giudizi. Noi siamo garantisti e lo siam sempre. E ovviamente in caso ce ne fosse bisogno sarà il segretario generale del Comune, al vertice della piramide dirigenziale, ad adottare provvedimenti, qualora si rendessero necessari”.

Sulla stessa linea Stefano Raule, consigliere comunale e commissario rodigino della Lega: “Prematuro parlare di queste cose con i procedimenti ancora in corso, lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro e che le verifiche giungano a compimento. Fino ad allora non possiamo che rinnovare la fiducia al comandante della polizia locale”.

Molto più netta la posizione dell’opposizione. Nadia Romeo, capogruppo del PD dice che “finché non si esprime la magistratura non possiamo non avere prudenza. Certo è che nel caso di un rinvio a giudizio dovrebbe essere lo stesso Tesoro a mettersi in aspettativa. Tutti speriamo che possa risultare estraneo alle accuse, ma in caso di processo credo che non si potrebbe fare come se nulla fosse. Riveste un ruolo importante, delicato, è il comandante della polizia locale”. E rivolta al sindaco: “Anche il primo cittadino deve cominciare ad affrontare l’argomento. Bergamin parla sempre di legalità, trasparenza, in caso di processo come si comporterà? Che posizione prenderà? Ribadirà la totale fiducia nel numero uno dei vigili urbani?”

Insomma l’eventuale rinvio a giudizio di Giovani Tesoro potrebbe scatenare una serie di polemiche e scontri politici.

Secondo le accuse, partite con un esposto anonimo, Tesoro sarebbe responsabile di aver tollerato che in ufficio si usasse alcol e che gli agenti dormissero. Fra le accuse anche un uso personale dell’auto di servizio per spostamenti a Milano. E ancora: eccessivi carichi di lavoro per i vigili urbani. Durante una perquisizione, poi, a casa sua fu trovata una pistola Beretta. Sempre secondo l’inchiesta il vigile indagato avrebbe aiutato il comandante a compilare registri falsi relativi all'auto di servizio usata da Tesoro. Il dirigente della polizia Fioretto, invece, avrebbe passato a Tesoro documenti riservati.

Fu lo stesso Tesoro, a far partire l’inchiesta, consigliando ad alcuni vigili urbani di portare la lettera anonima in procura. La stessa procura in seguito formulò richiesta d arresto, che però venne respinta.

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