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Il caso

L’ultimo giorno del chiosco

Il titolare: “Ora quell’area rischia di rimanere nel degrado. La piazzetta sarà morta”

“Io non smonto nulla. Si arrangino”

L’ultimo giorno del chiosco. Oggi, lunedì 18 giugno, scade la concessione per il chiosco bar di piazza Merlin. Da domani l’installazione che da 20 anni campeggia al centro della piazzetta, sarà abusiva.

Il Comune di Rovigo da mesi sostiene che occorre rimuoverlo. Ma chi lo smantellerà? I gestori di bar ed edicola, non sono disposti a spendere soldi per abbattere la costruzione, e l’amministrazione comunale è restia a sborsare dai 30 ai 40mila euro per smantellare il tutto. La possibilità che si profila, quindi, è quella di una lunga querelle, con il chiosco che, giorno dopo giorno, resta al suo posto, da abusivo, abbandonato e con un degrado che avanza. Una partita gestita non nel migliore dei modi da parte dell’amministrazione comunale.

“Da martedì - dice il titolare del chiosco, Daniele Zago - mi ritroverò abusivo dopo 20 anni di lavoro e sacrifici. E questo grazie alla battaglia che contro di me hanno portato avanti l’assessore Paulon e il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù. L’ultima comunicazione avuta dal Comune risale allo scorso dicembre, quando mi è stato detto che la concessione non sarebbe stata rinnovata. Cosa succederà non lo so, ma nessuno può toccare il chiosco senza avvisarmi e senza il mio permesso. La proprietà resta mia. Come ho più volte ripetuto non ho le risorse per smantellarlo, perché ormai non ho più niente”.

Zago prova una grande amarezza perché “senza chiosco piazza Merlin sarà morta. Il degrado avanzerà. Ho visto anche l’altra sera, tutto nell'oscurità, giardinetti al buio e auto parcheggiate vicino al chiosco. E questo quello che l’amministrazione comunale vuole per piazza Merlin? Ricordo che anche 20 anni fa la piazzetta era poco valorizzata, poi con il bar si è ripresa. Ma ora?”. All’ipotesi Lendinara Zago dà poco credito: “Tre mesi fa ne ho parlato col sindaco di Lendinara. Ed avevo segnalato che per smantellare il chiosco e reimpiantarlo da un’altra parte servirebbero circa 150mila euro. Da quel momento da Lendinara non mi ha contattato più nessuno. Quindi non so da dove saltano fuori le voci dei giorni scorsi”.

E ancora: “Quando il bar venne installato, gli accordi iniziali erano che avrebbe dovuto pagarlo il Comune. Poi mi chiesero di sostenere le spese per l’acquisto e di non limitarmi a comprare arredi e pagare l’affitto. Lo feci perché pensavo di rafforzare il mio capitale e il mio futuro professionale. Ora invece mi ritrovo senza niente, capro espiatorio di una lunga battaglia fra centrodestra e centrosinistra. Perché i politici che ce l’hanno con me ora, erano all'opposizione 20 anni fa quando il chiosco venne installato”.

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