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“Parco, l’agricoltura potrà dire la sua”

Dopo la legge regionale sulle aree protette. Il presidente Salvan: “Dialogo possibile tra amministratori e produttori”

“Parco, l’agricoltura potrà dire la sua”

“I custodi del territorio avranno finalmente voce in capitolo nella gestione dei parchi”. Così Coldiretti, attraverso un comunicato.“A conclusione dell’iter legislativo della norma sulle aree protette - dice la nota degli agricoltori - dopo un confronto costante tra Coldiretti e le istituzioni, il risultato politico finale premia il ruolo dell’agricoltura”.

“Con la presenza designata di un imprenditore agricolo nel consiglio d’amministrazione - commenta soddisfatto il presidente provinciale Carlo Salvan - viene accolta non solo la proposta di Coldiretti ma la reale possibilità di un’inversione di rotta, dove regolamenti vissuti finora come vincoli e divieti possono diventare invece opportunità ed esperienze di equilibrio, oltre che uno spazio di discussione a tutto tondo tra amministratori, tecnici ed agricoltori”.

Nello specifico, con gli emendamenti presentati in aula, la Comunità del parco, paragonabile ad un’assemblea per le sue funzioni, indicherà in consiglio direttivo due soggetti, di cui uno sarà un imprenditore agricolo proposto dalle associazioni più rappresentative nel settore primario che svolga la sua attività principale proprio nel perimetro del parco. Solo nel caso in cui nel sistema vi sia una organizzazione di proprietari di terreni che rappresenti almeno il 60% dei fondi agro-silvo–pastorali privati inclusi nella zona protetta, il rappresentante di settore sarà indicato di concerto tra le varie rappresentanze.

“In entrambi i casi – conclude il presidente Carlo Salvan - la decisione vede la centralità dell’agricoltura nella scelta di chi sarà consigliere nel direttivo del parco composto complessivamente da cinque membri. Un risultato importante, per cui la nostra regione sarà banco di prova. In questo quadro i parchi devono diventare luoghi di eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro ambientale grazie ad un dialogo possibile tra amministratori e produttori, che mantengono vivi aspetti economici, storici e culturali del territorio”.

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