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Porto Viro

Oasi felina, il sindaco la chiude

Il sindaco Veronese replica a Rina Bovolenta: “Non può utilizzarla senza un bando, mancano le autorizzazioni e non può continuare a scavalcare i cancelli”

Oasi felina, il sindaco la chiude

Una polemica social innescata da Rina Bovolenta dell’associazione Oasi onlus contro il sindaco Maura Veronese sull’utilizzo dell’area che avrebbe dovuto ospitare un’oasi felina, o un gattile. “Dopo anni di duro volontariato e di sacrifici per salvare tanti gattini, avere lottato per anni come associazione Oasi onlus per ottenere un’oasi protetta - le parole della Bovolenta - cosa posso dire: grazie al sindaco Maura Veronese di aver messo il lucchetto sulla porta”. “Visto e considerato che è in vero stato di degrado, 31mila euro buttati, soldi dei cittadini di Porto Viro - prosegue Bovolenta attaccando il sindaco - preferisci vedere gattini morti sulla strada o che proliferano ogni sei mesi? Se è così dillo, così smetto di fare volontariato e un servizio gratis”.

Nemmeno a dirlo, il post sui social network ha scatenato una serie di interventi contro Veronese, che ha deciso di spiegare la situazione. “Non mi è chiaro anzitutto perché la signora Bovolenta ritenga ovvio e naturale che il gattile spetti a lei e alla sua associazione - la premessa del sindaco - non so e non voglio sapere se ci sia stata una qualche promessa illegittima in merito o abbia semplicemente frainteso la situazione: trattandosi di cosa pubblica, è evidentemente che si debba sempre passare per un bando o perlomeno per una manifestazione d’interesse”. “Non capisco perché la signora sostenga di non essere mai stata ricevuta - aggiunge Veronese - il primo incontro che ho avuto con lei risale alla scorsa estate, dopo poche settimane dalle elezioni. Poi ne sono succeduti altri, a ottobre e novembre e infine a marzo di quest’anno. Fino all’ultima telefonata che lei stessa mi ha rivolto e che ho interrotto perché il tono aggressivo, le offese e i turpiloqui rivolti alla sottoscritta non consentivano un dialogo ragionevole”.

Veronese spiega come il progetto del “gattile” nasca con l’amministrazione Giacon, che inizia la realizzazione di una “oasi”. “Non è un problema di nomenclatura ma di sostanza perché agli atti pubblici non è chiarito se si tratta di fatto di un’oasi felina o di un gattile e, soprattutto, dopo lo stanziamento di 20mila euro, insufficiente a terminare il progetto, l’allora amministrazione ne versa altri 12mila - precisa Veronese - il commissario prefettizio poi, forse a causa dei problemi autorizza tori, decide di non terminare il progetto che ormai doveva soltanto essere ultimato. Dopo pochi mesi, lo scorso anno, abbiamo completato il progetto così come era stato concepito. Da un incontro con l’Ulss però vengono evidenziate diverse criticità: sono diverse le prescrizioni imposte dalle norme e per poter ultimare la cosa si renderebbero necessari oltre 15mila euro, di cui circa 6mila soltanto dovuti ad Enel. In più, il sito scelto è assolutamente infelice perché adiacente ad un magazzino comunale e a ridosso della arteria stradale che porta alla statale Romea, con l’obbligo di piantumare l’area”.

Il sindaco prosegue spiegando come, durante la redazione del bando, sia emersa la mancanza di una Scia e delle delibere per autorizzare il sito, privo di qualsiasi atto fin dal suo concepimento. “Pertanto si tratta di un abusivismo che non è semplice e automatico sanare” sottolinea Veronese. “Il lucchetto di cui parla la signora è stato apposto ai cancelli del sito dal personale comunale perché la signora Bovolenta più volte è stata ripresa a scavalcare la cancellata e quindi il cancelletto, mettendosi in pericolo in una zona tutt’altro che sicura - conclude il sindaco - persino in fase di cantiere è stata invitata dagli operai a lasciare l’area perché continuamente vi si recava furtivamente per piantare fiori o non so per quali altre ragioni”.

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