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WEST NILE

“Siamo davanti a una calamità”

I sindaci preoccupati. Numeri allarmanti. Ad Adria e Trecenta eseguite disinfestazioni d’urgenza nelle zone critiche. Badia: "Non mi hanno comunicato il secondo caso di West Nile"

“Siamo davanti a una calamità”

 Ieri mattina in una riunione generale tra sindaci e Ulss 5 si è parlato di misure anti-West Nile. “Non bisogna fare allarmismo - precisa il primario del Dipartimento di Igiene e Sanità dell’azienda sanitaria Giovanna Casale - ma certamente i numeri parlano chiaro e bisogna intervenire. Ci stiamo coordinando per azioni più incisive. I sindaci sono molto sensibili. Per quanto riguarda i numeri, è anche da considerare il fatto che mentre per febbri leggere prima non si ricercava necessariamente il virus West Nile, ora è la prima cosa che sia i medici di base che i presidi sanitari fanno. E’ certo che ci stiamo organizzando con i Comuni per adottare nuove procedure”.

Con 12 casi confermati di Febbre del Nilo e altri tre di cui si attende conferma, comunque, tra i cittadini polesani (e non) è chiaro che un allarmismo si è creato. Dei dodici contagi confermati, uno riguarda una persona residente a Mestre e un altro un cittadino slovacco. Gli altri sono stati registrati a Cavarzere, Polesella (due casi), Occhiobello, Canaro, Gaiba, Adria, Badia Polesine (due casi) e Trecenta.

Solo cinque di queste infezioni sono forme neuroinvasive, quelle più pericolose. In tutti gli altri casi il virus si è manifestato come febbri estive.

Quello che però balza all’attenzione della collettività, e non ne fa mistero nemmeno il direttore generale Antonio Compostella, è che a livello di prevenzione c’è una falla. Anche se i comuni con l’emergenza di quest’anno fanno a gara per comunicare che la prevenzione l’hanno fatta.

Il sindaco di Badia Polesine Giovanni Rossi, dichiara di essere stato avvisato solo di un caso di West Nile, e che a inizio settimana sono state prese subito le contromisure con una disinfestazione straordinaria. Dell’ultimo caso e degli altri due che sono in via di conferma, non ne sapeva niente. “E dire che sono la prima autorità sanitaria del paese”, si lamenta.

Il sindaco Omar Barbierato, rispetto al contagio riscontrato ad Adria racconta: “Abbiamo subito ricevuto la comunicazione dell’Ulss 5 e nel luogo di residenza del contagiato l’Ulss ha fatto un sopralluogo che ha confermato che nella località dove vive il signore non è presente un focolaio di zanzare contagiate dal West Nile. Inoltre abbiamo inviato all’Ulss 5 il nostro piano di disinfestazione sulle zanzare adulte e l’azienda sanitaria ha dato il suo ok. Bisogna però anticipare e potenziare questi piani di disinfestazione”.

“Abbiamo pubblicato il calendario - spiega il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia - Esiste un piano larvale per tutti i comuni che esegue l’Ulss 5 e uno per le zanzare adulte, che noi, memori anche degli anni passati, abbiamo eseguito con un calendario iniziato a giugno”.

E a Rovigo l'opposizione raccoglie le firme per organizzare un consiglio comunale monotematico.

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