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PARROCCHIE

“Don” trasferito, scatta la "faida"

Padre Marangoni verrà spostato. Sale la polemica in parrocchia tra “pro” e “contro”. La maggioranza dei “cantori”: “I preti come Cristo girano”. Monsignor Cappato: “Siamo pochi”

“Don” trasferito, scatta la "faida"

La lettera di protesta inviata da alcuni fedeli della parrocchia di San Pio X e destinata al vescovo Pierantonio Pavanello per lo spostamento di don Rossano Marangoni ha sollevato un vespaio in Curia e anche nella stessa parrocchia.

Alcuni fedeli hanno minacciato addirittura lo “sciopero” annunciando di non partecipare ai lavori di tinteggiatura in occasione degli imminenti 50 anni della chiesa, né all’acquisto dell’organo. Ma una fronda contraria alla prima, che rivendica di avere più voce in capitolo, rappresentata dalla “maggioranza dei cantori della corale San Pio X, componenti il consiglio pastorale, catechisti e animatori”, si schiera contro e sottolinea: “Come componenti della stessa comunità riteniamo doveroso precisare che: ogni parrocchia è cellula della chiesa ed è viva e sana quando è unita ‘cuore a cuore con il suo vescovo’. Pertanto rispettiamo le scelte di nomina del Vescovo, fatte per il bene della chiesa”.

Inoltre ribadiscono che “il trasferimento di un parroco, è un fatto ordinario nella vita della Chiesa che va vissuto da tutti con serenità, ed avviene sempre dopo un dialogo collaborativo tra il sacerdote con il suo vescovo (cosa che è avvenuta anche con Don Rossano)”.

Nella lettera, poi, questi parrocchiani di affidano alla “preghiera che ci aiuti ad uscire da quella tentazione forte che a volte fa pensare che, ogni cambiamento o spostamento è una rivendicazione di punizione o di premio”.

Infine fanno appello al Vangelo: “Il Sacerdote che viene consacrato, è pronto a partire sempre per essere fermento di lievito in ogni dove, a imitazione di Cristo che passava da villaggio in villaggio”.

In difesa delle scelte del vescovo Pierantonio Pavanello, con molta serenità interviene anche don Bruno Cappato, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Adria e Rovigo: “Si tratta della lettera di una o più persone che non rappresentano la parrocchia o i fedeli della parrocchia. Poi è un fatto abbastanza normale che quando avvengono dei cambiamenti ci siano delle contestazioni”. Poi cerca di spiegare le difficoltà in cui la Chiesa tutta, non solo a Rovigo, si trova: “Noi vecchi preti siamo sempre più malandati e il vescovo ha sempre meno risorse su cui fare affidamento”.

Ricorda monsignor Cappato, che ha 77 anni, che quando venne ordinato sacerdote erano in 4 o 5 insieme a lui, oggi con la sua stessa età. “Invece oramai all’anno si ordinano uno o nessun nuovo sacerdote. E i vecchi non riescono più risicamente a reggere la responsabilità di una parrocchia”.

Rovigo non è un caso isolato: “soSono appena tornato da un ritiro in Trentino. Qui lo stesso sacerdote segue da 15 a 20 parrocchie”.

Infine Cappato rassicura i parrocchiani di San Pio X: “Conosco sia don Valerio Valentini che per limiti di et farà l’aiutante, che don Guido Lucchiari, non più giovane, ma ancora in forze e posso assicurare che sono tutte bravissime persone. A Santa Maria Maddalena Lucchiari era molto attivo”.

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