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L’allarme

I nostri ponti massacrati dai bisonti della strada

Trasporti eccezionali: Eridania, superstrada e Regionale 482 a rischio. “Servono prove di carico”. E il ministero chiede alla Provincia la mappa dello stato di conservazione dei viadotti.

I nostri ponti massacrati dai bisonti della strada

Una mappa, metro per metro, dei ponti a rischio. E’ quella che il governo, dopo la tragedia di Genova, ha chiesto a tutte le Province d’Italia, sollecitando un vero e proprio censimento, puntuale ed aggiornato, sullo stato di manutenzione dei ponti stradali, ma anche delle opere ferroviarie e idrauliche.

Così, anche a palazzo Celio, nei giorni scorsi, è arrivata la lettera con cui il ministero delle Infrastrutture chiede di consegnare, entro il prossimo primo settembre (e dunque a strettissimo giro) il dossier relativo allo stato di rischio sulle strade. Nel testo, il ministero fa sapere di ritenere “improcrastinabile avviare un’azione di verifica e di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non, che abbiano un diretto e significativo riflesso sulla sicurezza e sulla salvaguardia della vita dei cittadini”.

La provincia dovrà comunicare dunque “i principali interventi ritenuti necessari, classificati in ordine di priorità sulla base di una valutazione di rischio e corredati da una scheda tecnica nella quale siano evidenziati sia gli elementi tecnici che le presumibili provviste economiche necessarie”. Dovrà essere specificato inoltre se gli interventi sono già stati inseriti nella programmazione triennale e l’eventuale stato della programmazione.

Sono 35 i ponti stradali di competenza della Provincia, a cui si aggiungono anche tre ponti sul Po, sorvegliati speciali in questo periodo anche a causa dell’allarme lanciato da alcuni sindaci. “Dovremo fare delle prove di carico su alcune strutture - dice il presidente della Provincia Marco Trombini - i nostri ponti non hanno problemi particolari, ma c’è una cosa che ci preoccupa: e sono i trasporti con carichi eccezionali. Parliamo di camion da 1.200 quintali, pesanti dunque il triplo del normale, che sempre più spesso solcano le nostre strade mettendo a dura prova le infrastrutture”.

Anche perché, su questo fronte, si è assistito negli ultimi anni ad una vera e propria deregulation: per i trasporti eccezionali non è più necessario, in Veneto, chiedere permessi e comunicare i percorsi. Con l’effetto che tutte le strade, dalle statali alle comunali, possono essere solcate da questi bisonti.

“Pensate cosa potrebbe accadere se due di questi camion, da 1.200 quintali l’uno, si incontrassero sullo stesso ponte. Sono situazioni da tenere sotto controllo”, sottolinea Trombini. La mappa del rischio per le strade polesane vede segnate in nero l’Eridania, sia tra Bottrighe e Polesella che nel suo tratto occidentale, tra Santa Maria Maddalena e Castelmassa, la Transpolesana e la Regionale 482 che le collega, tagliando l’Alto Polesine da sud a nord, passando per Giacciano con Baruchella e Ceneselli. “Da qui i camion entrano a Castelnovo Bariano e attraversano il ponte sul Po per arrivare nel Mantovano”, spiega Trombini.

In Basso Polesine, è il cavalcavia di Volta Grimana, tra Porto Viro e Loreo, a far registrare qualche preoccupazione. Anche a causa dello “stress” che ha dovuto subire lo scorso anno, quando a causa della chiusura - proprio per rischio statico - del ponte della Romea sul Po di Levante il traffico della Statale 309 è stato deviato sulla viabilità ordinaria.

“Lo stato generale dei nostri ponti è buono - ribadisce però Trombini - ma attenzione: non bisogna mai abbassare la guardia, e bisogna monitorare costantemente la situazione. Anche perché se dovesse essere un inverno particolarmente freddo e piovoso, e magari con qualche gelata, potremmo andare incontro a problemi per quanto riguarda la tenuta degli asfalti”.

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