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Piazza Duomo

Palazzo a pezzi, cresce l'allarme

Dieci giorni fa sono caduti calcinacci. L'assessore: “Mi piacerebbe conoscere i privati”. Preoccupazione in canonica: “C’è continuo passaggio, temiamo che venga via la muratura”.

“Mi piacerebbe incontrare i privati di quel palazzo, ma ancora non si sono fatti vivi, non ho avuto il piacere”. All’assessore all’Urbanistica Federica Moretti, che da piazza Duomo ci passa praticamente ogni giorni, visto che a due passi, in via Badaloni ci sono i suoi uffici, quel palazzo non può essere passato inosservato. 
Del resto è dal 2012 che l’annuncio di cantieri, mai terminati, costringe tutta la città a sopportare non solo il degrado di un luogo abbandonato, ma anche il pericolo che cada qualche tocco dell’edificio, che appare sempre più lasciato a sé stesso.


Anche se uno dei proprietari, Federico Mercuri (gli altri sono la sorella Valeria e Renato ed Eva Faldetta) non più tardi di un mese fa ha dichiarato che non ci sono pericoli per la struttura, con un tetto divelto, le rassicurazioni non bastano.


“In canonica siamo preoccupati - parla chiaro monsignor Claudio Gatti, arciprete del Duomo - non ci sono infiltrazioni, perché tra quel palazzo e il nostro c’è un passaggio di tre-quattro metri per accedere al garage della canonica, ma constatando gli ultimi cedimenti abbiamo paura che cada un pezzo di trave o di muratura”.


Finora la parrocchia del Duomo si è rivolta al tecnico che gestisce la struttura. “Ci ha sempre rassicurato, ma ora visto il passaggio di persone verso la canonica del Duomo sarà nostra preoccupazione fare qualche passo ufficiale, segnalando a chi di dovere”.


Non più tardi di un mese fa i vigili urbani comandati da Giovanni Tesoro avevano fatto un controllo per verificare sia impalcatura che le condizioni generali della struttura. “Ma circa 10 giorni fa - continua monsignor Gatti - il buco sul tetto si è allargato e ci sono state altre cadute di calcinacci”.
L’impalcatura infinita di piazza Duomo, comunque, è se vogliamo la punta dell’iceberg di una zona che sembra il buco nero di Rovigo, destinato all’abbandono.

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