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Porto Viro

Urbanistica, ok alla variante verde

L’architetto Dissette: “Quattro domande riguardano l’area portuale di Ca’ Cappello”.

Urbanistica, ok alla variante verde

Un consiglio molto breve quello di giovedì, durato appena una ventina di minuti e che ha visto il ritorno dopo molti mesi di assenza del consigliere di minoranza Thomas Giacon, ed anche di Alessia Tessarin, alla sua seconda presenza in aula.
L’unico punto all’ordine del giorno riguardava l’adozione della variante otto al Piano degli interventi, “Varianti verdi per la riclassificazione di aree edificabili”.

Ha aperto la seduta il segretario comunale Gerlando Gibilaro, dando lettura di un articolo del testo unico degli enti locali, per cui in deliberazioni su varianti urbanistiche gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione e votazione se riguardanti interessi propri o di loro parenti affini fino al quarto grado. “E’ una variante prevalentemente verde - ha poi spiegato il sindaco Maura Veronese - in origine molto più ampia perché c’erano accordi pubblici/privati e perequazioni. Abbiamo preferito fare solo la parte verde della variante, vedendo che la mole cresceva sempre di più e i tempi si sarebbero allungati”.

L’estensore della stessa, l’architetto Andrea Dissette, l’ha poi illustrata: “Un insieme di otto domande, quattro delle quali riguardano l’area portuale di Ca’ Cappello, una un terreno residenziale a Fornaci, un’altra uno edificabile in via IV Novembre, e due terreni dietro il campo da calcio di Donada in via del Sambuco.

Una cancellazione di 257mila metri quadri, per la maggior parte appunto in zona portuale, per un totale dalla prima variante ad oggi di 525 mila metri quadri di area edificabile, per l’applicazione di questa legge”. Dopo la presentazione però, il consigliere d’opposizione Silvia Gennari ha fatto presente che “come gruppi consiliari di minoranza non ci è arrivata alcuna proposta di delibera, e riprendendo le parole del segretario in apertura sull'attenzione nell'esprimere il proprio voto al fine di valutare eventuali rapporti di parentela con i consiglieri, non ci è stato ovviamente possibile farlo”.

Una svista dovuta forse a un disguido informatico, o ai lavori al server nella sede comunale decentrata di Donada, come ipotizzato dal sindaco e dal segretario, e che ha fatto propendere quest’ultimo per una proposta di sospensione del consiglio di qualche minuto (una decisione votata all'unanimità), per mettere in visione ai consiglieri i nominativi e le aree interessate dalla variante. Alla ripresa della seduta, poi, il punto è passato all’unanimità.

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