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Clochard, diversi i casi in città: "Certi rifiutano l’asilo notturno”

Fa discutere la senzatetto “beccata” a fare i suoi bisogni in un’aiuola del centro: “E’ molto restia agli aiuti, stiamo cercando di superare il problema linguistico”.

Clochard, diversi i casi in città:  "Certi rifiutano l’asilo notturno”

C’è chi li chiama persone senza fissa dimora, chi preferisce usare il termine clochard. Altri gli hanno definiti gli invisibili. Ma ogni tanto la loro visibilità esplode improvvisamente, come in questi giorni, quando sui social network ha cominciato a a rimbalzare la foto di una senzatetto sorpresa a fare i suoi bisogni in un’aiuola in piazza Repubblica, in pieno centro.
La donna, una giovane di colore, da diverse settimane dorme sotto i portici della zona, costruendosi qualche giaciglio improvvisato, in una situazione di grande disagio, prima di tutto per lei, e poi per i cittadini che vivono e lavorano in quell’area della città.

Ma questo non è l’unico caso: pur non potendo paragonare la situazione rodigina a quella di altre città ben più grandi, anche nel capoluogo polesano non è difficile imbattersi in qualche senzatetto. Lasciando da parte il caso di Giulio, il clochard che si rifugia in piazzale di Vittorio e che è ormai diventato il beniamino dei rodigini, altre persone senza fissa dimora dormono nella galleria Rhodigium, tra i negozi del centro o sotto i portici del teatro sociale.

“Per queste persone dallo scorso ottobre è rientrato in funzione l’asilo notturno, gestito dalla cooperativa Porto Alegre - spiega l’assessore ai servizi sociali Patrizia Borile - che oltre ad ospitarle svolge attività di supporto e di ascolto. Se ci sono segnalazioni, cerchiamo di indirizzare lì le persone senza una fissa dimora. Poi però ci sono alcuni casi ‘difficili’, che per loro scelta fatichiamo a dirigere verso l’asilo o verso gli altri servizi che ci sono in città con l’ausilio delle varie associazioni”.

“La signora della foto per esempio - continua l’assessore - avevamo già cercato di coinvolgerla, ma è molto restia. Inoltre ci sono delle difficoltà linguistiche che ora stiamo provando a superare. In linea di massima in questi casi puntiamo ad offrire a queste persone una soluzione cercando di non violare la loro libertà”.

In genere l’asilo ospita ogni notte circa sei-otto persone - conclude - chi si trova in difficoltà può rivolgersi ali uffici comunali o ai vigili urbani, che poi lo indirizzeranno verso il servizio”.

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