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PORTO TOLLE

Festa del riso, finale da non perdere

Terza e ultima giornata tra pedalate, escursioni, sbandieratori, musica e balli

E adesso? E’ l’interrogativo che si pongono le tantissime persone che entrano nello stand della “Festa del riso” allestito nell’azienda agricola Rosetti di Santa Giulia. Si entra, si passa per la cassa e viene consegnato un numero: con quel numero si va agli stand dei risotti e ognuno fa la propria scelta. Una scelta non facile: come si fa a prendere il riso con frutti di mare e dire di no a quello radicchio salsiccia e Gorgonzola? Oppure orientarsi sulle cozze e crema di zucchine e ignorare il tartufo del Delta? Ben 15 le specialità di risotto che si presentano davanti, quindi si aggiungono frutta secca e Gorgonzola, Cabernet, taleggio e speck, fasoi duri, agrumi lime a arancia, lupini di mare, go, nero di seppia, branzino, pescatora, polpettine con Quinoa, polentina e seppioline.

Il numero ricevuto alla cassa consente di far un tris, piatti abbondanti tra l’altro, ma il cuore piange quando si tira dritto davanti agli altri. Così i più, coppie, famiglie e gruppi, prendono menù diversi e così tra i tavoli e tutto un assaggiare nel piatto dell’altro. La maggior parte decide di tornare la sera dopo. E questa sera è l’ultimo appuntamento nello stand gastronomico dove, insieme a risotti, si possono degustare alcune specialità dolciarie tipiche: dalla tenerina alla crostata, passando per il dolce salame e i sug’li d’uva. Per quanti soffrono di intolleranze alimentari ci sono anche i menù senza glutine. Oltre alla bontà gastronomica c’è la simpatia di quanti sono impegnati nei diversi stand/cucina: i volontari dei comitati fieri di Santa Giulia, Donzella, Ca’ Venier, Polesine Camerini, le associazioni i Calabroni e gli Amici del tartufo polesano, ai quali si aggiungono i ristoratori di Villa Martina, Rugiada, Arcadia, Yoghi, Fritulin e Occaro. Il tutto sotto il coordinamento della Pro loco guidata da Sandrino Peggi.

E tra le cuoche del gruppo di Ca’ Venier c’è anche la first lady della Pro loco, la signora Delfina che ha pensato bene di ideare un piatto del tutto originale: il tricolore. Un tris di risotti dove il verde è dato dagli spinacci con Gorgonzola, il bianco dal finocchio e il rosso da pomodoro e peperoncino. E sta meditando una sorpresa per lasciare il segno su questa edizione “Festa della riso”. Trattandosi di una sorpresa è ancora top secret, ma da indiscrezioni del comitato paesano di Ca’ Venier è trapelato che la signora Delfina sta preparando il piatto delle tre isole che caratterizzano il territorio comunale: Ca’ Venier, Donzella e Polesine Camerini. E così potrebbe accendersi una gara fra tutti gli stand: magari i più fortunati potranno degustarlo già questa sera.  Nella terza e ultima giornata lo stand è aperto anche a mezzogiorno, poi dalle 19. Tra le specialità della gola non va dimenticata la bancarella di Mauro e Monica, figlio e sorella del mitico i Nando dei ciuci di Adria. La giornata domenicale prende il via alle 9.30 con pedalate ed escursioni nella sacca e tra le risaie con visita alla pileria dell’azienda agricola Moretto, inoltre è attivo il trenino per il tour.

Dalle 11.30 alle 17.30 esibizione del Gruppo musici e sbandieratori arquatesi; alle 16.30 esibizione dei gruppi folcloristici con i canti della tradizione che vede protagonisti i gruppi La vecia del Ca’ Melo e le Mondine di Scardovari. Alle 21 musica e balli con Elvis e le Chiare, quindi Elisa e Roberto Bertarelli. La kermesse ci completa con il mercatino dei prodotti tipici, su tutti domina il riso del Delta, le mostre dell’antiquariato e hobbistica, quindi una suggestiva mostra di articoli in legno fatti a mano.
E’ presto, ovviamente, per fare un bilancio di questa ottava edizione della “Festa del riso” ma è più che legittima la soddisfazione del sindaco Roberto Pizzoli che ha voluto portare la kermesse nelle frazioni e renderla itinerante, trovando nella vicesindaca Silvana Mantovani una valida e instancabile collaboratrice che ha seguito l’organizzazione in ogni aspetto, prestando attenzione soprattutto ai dettagli, come le carriole di fiori all’ingresso dello stand: quando si dice, un tocco di femminilità!

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