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Parco nazionale: “E’ una proposta demenziale”

“Fermerebbe la caccia e l’economia del territorio”. Salvan (Coldiretti): “Preoccupati”

Parco nazionale: “E’ una proposta demenziale”

“Una proposta demenziale”. Bastano due parole a Sergio Berlato per bocciare l’idea del ministro Costa di un parco del delta nazionale. Una proposta annunciata improvvisamente e che ha spiazzato istituzioni, sindaci, comunità locali e l’intero processo economico del territorio bassopolesano.

E sono tantissimi i no che si sono alzati all’idea annunciata, salvo poi una parziale marcia indietro, dal ministro dell’ambiente dei Cinque Stelle. Fra le bocciature senza appello quella di Sergio Berlato, consigliere regionale, responsabile del mondo della caccia, e grande sostenitore in Regione Veneto di un parco del delta regionale.

“Le comunità locali si sono già espresse - dice Berlato - la proposta del ministro Costa mi sembra demenziale, senza senso. Tra l’altro proprio il ministro giorni fa aveva lanciato l’idea di trasformare l’Italia in un grande parco nazionale. Per fortuna queste tesi non trovano e non troveranno sostegno nel governo, ci mancherebbe”.

Berlato spiega anche che “un parco del delta nazionale sarebbe un grosso problema per tutto il territorio. L’economa ne risulterebbe danneggiata. La caccia sarebbe praticamente abolita, creando seri problemi non solo all’attività venatoria, ma a tutto l’indotto. E poi limitazioni alla pesca, alle attività economiche collegate a questi settori e all’agricoltura. Ci opporremo in tutti i modi a questa eventualità. La Regione, a partire dal presidente Zaia, si era già espressa con una legge che ha già impostato un percorso che lascia le decisioni sul parco del delta al territorio. Noi siamo per un parco regionale, non certo nazionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il comparto dell’agricoltura. Carlo Salvan, presidente polesano di Coldiretti ammette “la forte preoccupazione per questa uscita del ministro. Sul Parco del delta c’è appena stata una forma legislativa che per entrare nella sua fase operativa. Tra l’altro è stato deciso che nella governance siederanno anche i rappresentanti delle categorie del territorio, tra cui l’agricoltura. Fermare tutto questo e ripartire da zero ci sembra davvero un’assurdità”.

Quel che preme di più al mondo del primario è che “le attività umane, agricoltura e pesca in primi, non subiscano eccessive limitazioni. mettere troppi paletti frenerebbe l’intera economia. Non dimentichiamo che nel delta lavorano migliaia di aziende del settore agricolo e ittico, ci sono decine di migliaia di lavoratori. A chi gioverebbe un parco del delta trasformato in un vaso di vetro, ma vuoto? la salvaguardia ambientale è sacrosanta, ma è proprio grazie all’attività umana che può essere tutelata. La coesistenza fra ambiente e l’uomo è il principale obiettivo che le istituzioni devono portare avanti”.

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