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Emergenza idrica

“Bisogna trovare i responsabili”

Il presidente di Acquevenete Cortelazzo: “Investimenti per 3,5 milioni, anche sulla centrale di Boara. In futuro, basta acqua da Adige e Po”.

“Bisogna trovare i responsabili”

02/11/2018 - 18:29

“In Italia ci sono organismi preposti per questo genere di cose. Sta a loro adesso ricercare i responsabili di quanto accaduto”. Piergiorgio Cortelazzo, deputato di Forza Italia e presidente di Acquevenete, stamattina è stato ospite di “La Vostra Voce”, la trasmissione in onda tutti i venerdì mattina su Delta Radio in diretta dalla nostra redazione di piazza Garibaldi, e condotta dal direttore della Voce Pier Francesco Bellini e da Paolo De Grandis, voce simbolo dell’emittente radiofonica polesana.

Noi ci dobbiamo preoccupare di distribuire l’acqua più sana, salubre e sicura possibile. E ci limitiamo a fare questo. La ricerca dei responsabili dell’inquinamento dell’Adige spetta ad altri soggetti: in Italia ci sono organismi appositi. E spero che lo facciano”, dice.

La domanda che si fanno un po’ tutti: perché la centrale di Boara è andata ko mentre quella di Vescovana, quasi di fronte, ha continuato a lavorare come niente fosse? “La centrale di Vescovana è dotata di un impianto di chiariflocculazione particolare, che da subito ha consentito la potabilizzazione dell’acqua anche a fronte dei metalli pesanti che vi erano. Abbiamo cercato di collegare, in emergenza, la rete polesana all’impianto di Vescovana, ma purtroppo non è stato possibile per ragioni tecniche”.

E per il futuro: “Avevamo già in programma, a prescindere dall’emergenza, un piano di investimento da 3 milioni e mezzo di euro da compiere nel 2019. Partiremo proprio da qui”.

Possiamo stare tranquilli e dire che un’emergenza di questo tipo non si ripeterà? “Ogni emergenza è diversa e fa storia a sé. Se si dovessero ripresentare le stesse problematiche di questa settimana, possiamo dire tranquillamente di essere ora in grado di affrontarle con tempestività. Ma, ripeto, ogni emergenza è unica. Di certo in futuro vogliamo arrivare ad avere altre fonti di approvvigionamento idrico, diverse dal Po e dall’Adige, per escludere del tutto problemi di questo tipo”.

Il servizio completo sulla Voce in edicola sabato 3 novembre.

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