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Il libro

La Rovigo di streghe e palazzi

Un volume che trasporta il lettore indietro nel tempo. Oggi il via agli spettacoli davanti al Roverella

La Rovigo di streghe e palazzi

02/11/2018 - 22:23

Mercoledì 7 novembre il libro “Città segreta” torna nelle edicole di Rovigo.

La storia della città, fra luoghi del mistero e segreti, sarà in abbinamento gratuito con La Voce di Rovigo solo nelle edicole del capoluogo.

Sta per tornare, dunque, il libro di Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo sui luoghi, i misteri e le leggende della Rovigo del ‘500. Una nuova edizione della pubblicazione, in contemporanea alla rassegna “Streghe e misteri per le vie di Rovigo”, che scatta proprio oggi, alle 18.15 davanti a palazzo Roverella, spettacoli dedicati ai luoghi misteriosi di Rovigo.

Il libro è una vera e propria sequenza di aneddoti, storie, e ricostruzioni di come si è sviluppata la città. E così i lettori potranno scoprire che dove adesso c’è il tempio della Rotonda, uno dei simboli di Rovigo, nel ‘500 si ritrovavano le streghe. A palazzo Pretorio, attuale Camera di commercio, la sala delle torture e le stanze del potere. In piazza Vittorio Emanuele, che allora si chiamava piazza Maggiore, si concentravano i mercati e le esecuzioni pubbliche. Dove adesso c’è il liston di piazza Garibaldi, nel ‘500 c’era la chiesa di Santa Giustina.

Sono i luoghi di Rovigo, la cui storia ed evoluzione è descritta nel libro “Città segreta, storia, cronache, leggende nella Rovigo del cinquecento”, nelle edicole di Rovigo mercoledì in abbinamento gratuito con La Voce di Rovigo.

Il volume è un suggestivo percorso nella storia della città, dalle origini ai giorni nostri. Un itinerario fra palazzi, piazze e monumenti, che sono anche i posti della storia. E sono proprio i luoghi della città a prendere vita.

Chissà quante persone, passando per piazza Garibaldi, si chiederanno cosa sia quella linea incisa lungo l’intero perimetro del liston. Si tratta della pianta della chiesa di Santa Giustina. Uno dei primi edifici di Rovigo, costruita prima del 1.165, un secondo polo urbano, attorno al quale si formò un abitato fatto di case nobiliari. Nel periodo del governo veneziano la chiesa divenne sede dei processi civili e religiosi, al suo interno fu pronunciata la sentenza di condanna al rogo, nel 1570, di Girolamo Biscaccia. Chiesa e canonica furono demolite nel 1809, lasciando solo la traccia, visibile ancora oggi, sul selciato.

Dunque Santa Giustina sede dei processi, come anche il palazzo Pretorio, attuale sede della Camera di commercio. Divenne sede del podestà sotto la Serenissima, ma anche carcere con annessa sala di tortura. Quest’ultimo, ad esempio era un locale con al centro una carrucola utilizzata per appendere il prigioniero di turno. Di fronte campeggiava un’immagine della Beata Vergine del Soccorso, di fronte alla quale le streghe dovevano giurare per attestare il loro pentimento. Streghe ed eretici venivano incarcerati anche nella chiesa di Santo Stefano, l’attuale duomo, sorto a poca distanza dalle due torri simbolo della città. Attorno al ‘500 era definito luogo insalubre, ma le streghe vi venivano rinchiuse senza troppi riguardi, con vesti lacere e in mezzo ai pidocchi, il tutto per spingerle, oltre ai metodi di tortura, all’abiura.

Piazza Maggiore, ora piazza Vittorio Emanuele, nelle sentenze di condanna era menzionata come “Sagrato delli justitiati”. La sua funzione classica di centro degli affari attorno al ‘500 venne scavalcata da piazza dove venivano eseguite le pene capitali, in particolare le decapitazioni, pubbliche per essere da monito alla popolazione. Il corpo smembrato del giustiziato spesso, poi, veniva appeso alle quattro porte della città.

Il lettore dovrà semplicemente acquistare il quotidiano a Rovigo e riceverà, gratis, il libro “Città segreta”.

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