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Piazza Merlin

Il chiosco come dormitorio e la demolizione è ferma al palo

“Non ho più casa, spesso ci trascorro la notte con un sacco a pelo”

Il chiosco come dormitorio e la demolizione è ferma al palo

05/11/2018 - 17:46

Chiosco trasformato in casa-dormitorio. “Mi ci ha obbligato chi ha creato le condizioni per mandare all’aria tutta la mia vita. Ora non ho un lavoro, non ho una casa, non ho un futuro. E così spesso sono costretto a dormire in auto, o all’interno del chiosco, con un sacco a pelo e poco altro”. Sono parole piene di amarezza e rabbia quelle pronunciate da Daniele Zago, titolare del chiosco di piazza Merlin, chiuso da mesi e senza che si possa intravedere una soluzione all’orizzonte.

L’ex bar gelateria ha toccato quota 141 giorni da quando è scaduta la concessione per la gestione. 141 giorni senza che l’amministrazione comunale sia riuscita a compiere un solo passo da quando ha deciso, sotto la spinta di alcuni amministratori, di azzerare l’immobile che da 20 anni campeggia nella piazzetta a pochi metri dal cuore di Rovigo.

Il 26 ottobre scorso l’assessore ai lavori pubblici Gianni Saccardin ha annunciato l’avvio dell’iter per la demolizione del chiosco. un procedimento che sarebbe ufficialmente scattato con la notifica di questo procedimento al titolare stesso. Cosa che, secondo l’assessore, sarebbe dovuta avvenire nel giro di pochissimi giorni. Sono trascorsi 10 giorni da quell’annuncio, ma Zago dichiara che “a me non è stato notificato nulla. Non mi sono giunte comunicazioni, quindi questo avvio del procedimento, per quel che mi riguarda, non è ancora cominciato”. Tra le altre cose Zago dichiara di essere diventato “un senza dimora”, ho perso la casa, non h più una residenza. Il punto di riferimento per i miei recapiti è il comune di Cavarzere, dove non è stata depositata alcuna notifica che mi riguarda”. Insomma i tempi per il chiosco sono destinati a rimanere lunghi. Anche una semplice notifica finisce con l’assomigliare ad un’impresa titanica. Finisce col diventare un annuncio come tanti altri. Dal momento della notifica, infatti, dovranno scattare 10 giorni di tempo per eventuali osservazioni, quindi l’ordinanza di demolizione, cui seguiranno altri 60 giorni per ulteriori controdeduzioni. Insomma un iter che manterrà la costruzione in piazza Merlin per molti mesi.

E Zago intanto continua a non darsi pace: “Non posso nemmeno accedere alle cure mediche. Non ho più nulla. Di notte non so dove andare. A volte trascorro le ore serali facendo qualche lavoretto, altre volte dormo da qualche parente che mi ospita, altrimenti trascorro la notte in auto oppure nel chiosco, accovacciato in un sacco a pelo dietro a quello che era il bancone del bar. E mi dispiace anche per quell’associazione che aveva sperato di poter entrare nella gestione del locale per dare una opportunità a ragazzi disabili. La speranza c’era, ma adesso è svanita”.

Da ex gelateria a dormitorio improvvisato, questo il triste e lento decadimento di un locale che per anni è stato punto di ristoro della piazzetta e luogo di ritrovo per chi voleva prendere un caffè o un gelato guardando i giardini di piazza Merlin. I giorni del fine concessione sono 141, ma diventeranno molti di più. Come possono leggere e, farsi un’idea, tutti quei rodigini che passando per via X Luglio o via Cavour, sostano davanti al chiosco per leggere le parole scritte sui cartelloni appesi alle vetrate. Cartelloni vergati con l’inchiostro della disperazione e il colore della rabbia.

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