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Moglie dona un rene al marito

Una coppia supera insieme un tragico momento. La donna dona il rene al marito. “Mi sento in dovere di diffondere questa esperienza che ha coinvolto mio marito e me poi, di riflesso, tutta la nostra famiglia. Ho trovato efficienza e professionalità".

Moglie dona un rene al marito

13/11/2018 - 20:02

Tra tante notizie tristi e dolorose, tra tante polemiche spesso inutilmente faziose, tra tante liti e tensioni spesso per motivi banali se non stupidi, ecco una bella storia che dà speranza, che da un senso alla vita, che mostra i valori autentici dell’esistenza. Una storia che i protagonisti, moglie e marito, hanno voluto titolare: “L’amore c’è ed è tra noi”.

Una coppia molto nota in città. Da qualche anno sono entrambi in pensione. E quando la loro vita appariva incamminata sui binari di un quotidiano tran tran, ecco lo zampino del diavolo che si presenta nella forma della malattia che rischia di rovinare tutto. Ma la coppia dimostra di essere unita da un amore sincero e profondo e così la moglie, senza alcuna esitazione, decide di donare un rene al marito, per proseguire nella loro vita di coppia.

“Mi sento in dovere di diffondere questa esperienza che ha coinvolto mio marito e me poi, di riflesso, tutta la nostra famiglia – spiega la donna - a causa di una prostatite mal curata, mio marito è stato affetto per due anni da una insufficienza renale cronica, che lo ha condotto alla fine di novembre 2017 all’emodialisi. Siamo stati seguiti dal dottor Puma di nefrologia 2 del policlinico di Padova che ha tentato invano per oltre un anno e mezzo di risvegliare i suoi reni, poi dal centro emodialisi dell’Ulss 5 Adria-Rovigo, quando tutto sembrava perduto, abbiamo iniziato un percorso per verificare la compatibilità tra noi due in vista di un trapianto di rene”.

Come è andata?

“L’equipe del policlinico padovano guidata dal professor Rigotti e il centro di emodialisi di Adria-Rovigo guidata dal dottor Fiorini ci hanno seguito passo dopo passo in una serie di analisi cliniche e psicologiche alquanto impegnative. Non sapevamo ancora né la percentuale di compatibilità, né a che punto eravamo con la serie di esami che sembravano infiniti, poi la dottoressa Neri ci ha dato appuntamento per il ricovero e l’intervento a Padova”.

Come ha vissuto quei momenti?

“L’impressione dell’iter ospedaliero che abbiamo affrontato sia io che mio marito è stata assolutamente positiva: alta professionalità, organizzazione di medici e paramedici perfetta, cortesia e umanità, clima di accoglienza che traspare in ogni momento delle giornate vissute in ospedale”.

Perché ha voluto racconta la sua storia?

“I motivi sono tanti, due in particolare. Primo, spesso si sente parlare di malasanità, troppo poco si ringrazia per interventi che hanno del miracoloso, frutto di grandi sacrifici di uomini e donne che dedicano la loro vita a lenire le sofferenze altrui”.

Il secondo motivo?

"Spero che la nostra storia possa dare speranza a chi come noi ha vissuto e sta vivendo momenti impegnativi della vita di coppia: mai perdere la speranza, alla fine del tunnel c’è una luce, importante è sostenersi a vicenda”.

Voi siete moglie e marito, ma anche genitori e nonni, che cosa vi sentite di dire alle altre coppie, a quelle giovani in particolare?

“L’amore c’è ed è qui tra noi, non fa rumore come le foglie che cadono in autunno, ma diventa humus per far nascere nuova vita. Grazie anche a tutti coloro che ci sono stati vicini in vari modi, parenti ed amici, con preghiere e supporti logistici. Ci auguriamo che la nostra amministrazione regionale continui a sostenere politicamente ed economicamente queste nostre eccellenze che devono continuare a essere il fiore all’occhiello di una politica che metta al centro l’uomo nelle fasi della vita in cui è più debole”.

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