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Il sindaco Veronese: “C’è un altro abuso sul gattile”

Il primo cittadino di Porto Viro: “C’è difformità tra quanto realizzato e la richiesta alla Commissione Beni Ambientali di Verona”

Il sindaco Veronese: “C’è un altro abuso sul gattile”

Emerge un nuovo abuso, questa volta sulla cubatura del progetto dell’Oasi felina, difforme a quella presentata alla commissione Beni Ambientali di Verona: il sindaco Maura Veronese manda le carte alla Procura della Repubblica. Non si placa la querelle che coinvolge, ormai da oltre un anno, l’Oasi felina di Porto Viro. A ritornare sulla vicenda, dopo gli ultimi sviluppi, proprio il primo cittadino di Porto Viro. “Comprendendo si tratti di un argomento che scalda gli animi, proprio per la passione dei volontari interessati all’ultimazione del gattile e di tanti animalisti, e che ha scatenato diverse polemiche fomentate da una cattiva informazione, cercherò di spiegare i termini della questione sintetizzando il più possibile” la premessa di Veronese.

Come già spiegato il progetto ‘oasi felina’ è nato sotto l’amministrazione Giacon - spiega il sindaco - dopo lo stanziamento di 20mila euro, insufficiente a terminare il progetto, l’amministrazione di allora ne aveva versati altri 12mila, ma ancora pochi per finire l’opera. Nel periodo di commissariamento del nostro comune, probabilmente a causa dei problemi autorizzativi, il commissario prefettizio ha deciso di non terminare il progetto”. “Dopo pochi mesi dalle elezioni, dovendo fare fronte a questa eredità, abbiamo completato il progetto così come era stato concepito - precisa Veronese - dal confronto con l’Ulss però, erano state evidenziate diverse criticità. Sono diverse, infatti, le prescrizioni imposte dalle norme e per poter ultimare il progetto si sarebbero resi necessari altri fondi. Proprio in quel momento, viene rilevato anche come si tratti di un progetto che è stato realizzato in modo abusivo da un punto di vista concessorio, perché privo di un permesso di costruire o di un titolo autorizzativo”.

A quel punto, il dibattito sulla vicenda si è acceso. “Le polemiche seguite a questa mia comunicazione - aggiunge il sindaco Veronese - che aveva lo scopo di motivare il nostro ritardo nell’ultimare e concedere l’Oasi felina, sono state rincarate dalla posizione dell’ex sindaco Giacon il quale ha continuato a sostenere la regolarità della sua iniziativa, esibendo anche documenti a suo sostegno. Giacon ha mostrato la determina del dirigente comunale per l’impegno di pagamento anticipato e la richiesta ai beni ambientali, trattandosi di zona vincolata, con allegata la planimetria del progetto. Il tutto, ribadisco, senza che vi fosse alcun permesso di costruire o titolo autorizzativo”.

Così a chiedere un accesso agli atti ci ha pensato pure la presidente dell’associazione Oasi onlus. “Nel riprendere le carte in mano è emerso un altro abusivismo, oltre a quello concessorio - rileva il sindaco - quanto realizzato, sia per quanto riguarda la dimensione che la collocazione ambientale, è difforme dalla richiesta e dalla planimetria presentata alla Commissione Beni Ambientali di Verona. Si tratta quindi di una difformità paesaggistica, cioè c’è un notevole aumento di cubatura e in più la zona dichiarata ai Beni ambientali è differente rispetto a quella rispetto alla quale è stato iniziato il lavoro. Come è noto, in caso di difformità paesaggistica, la Commissione Beni Ambientale non ammette la sanatoria”.

“Ci siamo interrogati chiaramente sul futuro del bene, nel tentativo di verificare la possibilità di altre soluzioni ma rispetto a quanto emerso, non potendo in alcun modo agire diversamente, è stata emessa un’ordinanza di rimozione e ingiunzione alla rimozione di opere eseguite in difformità che dovrà essere prestata dalla ditta affidataria dei lavori per la realizzazione del progetto” conclude il sindaco Veronese. “E secondo principi di trasparenza e responsabilità, è stata infine doverosa la segnalazione contestuale alla Procura della Repubblica” chiosa il primo cittadino portovirese.

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