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URBANISTICA

Via libera allo studentato del Cur

Il settore Urbanistica ha dato l'ok ai cantieri della casa degli universitari di Rovigo. Un atto che stride in un momento di crisi del consorzio, in cui si teme il ridimensionamento del consorzio.

Via libera allo studentato del Cur

17/11/2018 - 20:12

Dopo anni di speculazioni e proprio quando il Cur sta affrontando il problema del taglio ai finanziamenti e di un possibile ridimensionamento, spunta la concessione per realizzare lo studentato.

Si tratta di una serie di alloggi temporanei da destinare agli studenti fuori sede. Sul progetto si erano scatenate anche alcune polemiche, visto che il tentativo, in teoria è stato sempre quello di attirare gli universitari in centro.

Ma è oramai ufficiale l’atto che dà l’ok ai cantieri, il permesso di costruire datato 16 novembre e firmato dal dirigente dell’Urbanistica Christian Scalabrin.

L’autorizzazione è stata firmata in favore di Investire Sgr Spa, con sede legale a Roma, società legata alla Fondazione Cariparo.

Il primo via libera alla costruzione di una “cittadella dello studente”, era stata data dalla giunta comunale nell’agosto del 2017, con la variante al piano particolareggiato relativo all’ex area Siiz di Boara Polesine (in zona Censer).

Ma l’intera operazione è iniziata nel 2015 con la cessione del “Cubo” (per 3,4 milioni di euro), la sede del Cur, dal Censer alla società Investire Sgr, legata alla fondazione Cariparo.

Nel piano era prevista anche la realizzazione di una casa dello studente a servizio dell’università di Rovigo. Un traguardo che per essere tagliato aveva bisogno di alcuni passaggi urbanistici da parte del Comune di Rovigo.

La richiesta della variante nasceva, come si leggeva nella relazione “dall’esigenza di soddisfare la richiesta di strutture ricettive temporanee connesse alla funzione universitaria e del centro di ricerca mediante la realizzazione di una struttura che possa inserirsi armoniosamente sia nel contesto già edificato sia in riferimento alla futura edificazione”.

L’obiettivo della società strumentale della Cariparo, era arrivare ad avere l’edificio pronto per l’inizio dell’anno accademico 2018. I tempi si sono dilatati, ma l’intenzione, nonostante i venti di burrasca che tirano all’Università polesana, rimane.

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