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Omicidio Willy Branchi

Orrore ed abusi nelle golene del Po

I protagonisti dell’epoca: “Incontri con ragazzini con partecipanti e reclutatori anche di Rovigo”. Al programma Le Iene il cold case legato all’assassinio di un 18enne nel 1988.

Orrore ed abusi nelle golene del Po

Spunta ancora il Polesine nell’omicidio di Willy Branchi, il 18enne barbaramente trucidato a Goro 30 anni fa. Le indagini si sono riaperte con nuovi sviluppi ed ora anche i media nazionali si sono interessati alla vicenda, ricca di particolari macabri e inquietanti, dato che si parla di festini sessuali, di pedofilia e abusi sui minori. Un affresco torbido e raccapricciante, sul quale ha provato a fare luce la trasmissione di Italia Uno le Iene.

Il Polesine era già saltato fuori altre volte nel cold case riaperto a decenni di distanza, a causa di un capannone di Taglio di Po che secondo le indagini era uno dei teatri dove avvenivano questi festini con ragazzini disposti a prestazioni sessuali in cambio di poche lire. Davanti alle telecamere di Italia 1, nell’inchiesta del giornalista Antonino Monteleone, è stato un residente di Goro, finito nei guai per aver detto “qua si finisce tutti arrestati” ad aver aperto nuovi squarci su quei festini omosessuali e con ragazzi disposti a vendersi. Ha infatti parlato di diversi luoghi dove avvenivano questi incontri sessuali. Luoghi anche nel Veneto e in Polesine. Rendez vous a base di trasgressione ai quali partecipavano “anche persone provenienti da Rovigo, da Padova, da Ferrara”. Minori reclutati da questi stessi uomini, di Padova, Ferrara e Rovigo. Insomma un giro di abusi e depravazione che potrebbe essere stato lo scenario nel quale è maturato l’omicidio di Willy.

Certo la credibilità dei cittadini di Goro intervistati alle Iene è tutta da verificare, perché nei lunghi anni di questa vicenda si parla di sospetti e omertà, accuse e ritrattazioni.

Nel servizio andato in onda martedì scorso si ascolta anche la registrazione telefonica di un’intervista a don Tiziano Bruscagin, che nel 1988 era parroco a Goro, e che ora svolge il suo servizio pastorale a Cavarzere. Il parroco spiega che in paese tutti, o molti, sanno chi è responsabile della mattanza avvenuta sull’argine del Po la notte del 30 settembre 1988. Il sacerdote fa capire che si tratterebbe “di un uomo che considerava il povero Willy una sorta di trastullo, un passatempo. Forse lo ha ucciso in un impeto di rabbia. Poi ad occultare il cadavere l’aiutarono i due figli e la moglie”. Tutte dichiarazioni poi riviste e derubricate a “sentito dire”. E infatti le voci per Goro e il delta girano da tempo, coperte da un muro di omertà che rischia di insabbiare tutto. E proprio di insabbiamento è stato accusato un medico che, secondo alcuni, avrebbe messo tutto a tacere. Il cui figlio psichiatra avrebbe addirittura avuto in cura il presunto omicida. Un nome che in molti conoscono e che durante la puntata delle Iene viene spesso pronunciato, ma sempre coperto con un bip.

Ed è stato ancora Carlo Selvatico a riferirsi ad un gruppo di amici che all’epoca dei fatti “frequentavano una pizzeria del pese. Eravamo un’avanguardia rispetto alla massa ignorante, di quegli anni, di Goro”. Ammette poi di aver intrattenuto una relazione con un ragazzo più giovane “non sapevo fosse minorenne. Lo pagavo e siccome non davamo nell’occhio andava bene. Prestazioni intime che si prendevano e consumavano a scatola chiusa”. Incontri “intimi” tra adulti e ragazzini considerati prodotti in scatola, quindi, confermati anche da Enea un altro residente di Goro, intervistato dalle Iene, che ha ammesso che in quegli anni quelle cose si facevano”. E tutti dicono di aver con conosciuto Willy, di averlo visto spesso girare in bici in paese. E poi? Poi il velo di omertà.

Il servizio, che ha mostrato anche raccapriccianti foto del corpo martoriato di Willy, si chiude col fratello del ragazzo trucidato sull’argine del Po, si rammarica per non aver potuto condividere la sua vita col fratello “mi manca - dice asciugandosi gli occhi - e spero di riuscire a dare un po’ di pace a me stesso a mia mamma e al povero Willy”.

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