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Il vertice

La Regione: “I Sic non penalizzino la pesca”

Ieri a Roma il tavolo tecnico per discutere la proposta da presentare all’Europa sui Siti di interesse comunitario. Entro marzo si deve preparare la documentazione per definire e individuare l’area.

Istituzione dei Sic marini, la Regione del Veneto ha espresso (e ribadito) la sua contrarietà all’introduzione di aree che possano limitare la pesca. Ieri a Roma, al ministero dell’ambiente, si è tenuto il vertice sulla definizione del Sito di interesse comunitario marino nelle acque  territoriali dell’Adriatico settentrionale. La mancata attivazione di queste aree di protezione ha fatto sì che l’Italia, dall’inizio del 2016, si trovi in procedura di pre infrazione da parte della Commissione Europea. I Sic marini nell’Alto Adriatico sono stati promossi per la protezione di delfini e tartarughe marine.

A febbraio è arrivato un sollecito ed il ministero dell’ambiente, a sua volta, ha sollecitato le tre Regioni interessate, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Queste ultime, ieri, nella capitale, hanno espresso la stessa posizione sul punto.

Nel tavolo tecnico si è discusso sulla proposta da presentare alla Comunità europea. Per la regione, era presente la delegazione guidata da Gianluca Fregolent, dirigente della direzione agroalimentare caccia e pesca del Veneto, insieme ai tecnici.

In particolare, si è discusso su come dovranno essere realizzate le aree: il Veneto ha puntato sulla priorità che debbano essere garantite le attività di pesca a mare. In particolare, deve essere garantita la possibilità di utilizzare i due sistemi della rete a traina (o strascico) e della volante.

Su questo aspetto i ministeri di ambiente e agricoltura hanno dato rassicurazioni. E uno specifico tavolo tecnico, costituito da tecnici della regione e dell’università di Padova e dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), si occuperà di studiare e definire la questione, inquadrando i presupposti e le caratteristiche dell’area in modo.
Ma prima di ogni decisione si dovranno condividere gli aspetti tecnici a tutela dei pescatori del Delta. Una cosa è certa: la regione non accetterà limitazioni al settore ittico.

Si è quindi deciso l’iter di azione: entro la fine di dicembre, la definizione degli aspetti tecnici; a gennaio, andrà individuata l’area e si procederà ad una prima stesura della documentazione da presentare alla comunità europea; quindi, l’incontro con le associazioni dei pescatori per l’ok al progetto da proporre; infine, a marzo l’incontro con l’Europa per la proposta sul Sito di interesse comunitario marina.

In ogni caso c’è una netta contrarietà alla limitazione della pesca tramite il Sic. Secondo la regione ciò non significa non tutelare le specie come delfini e tartarughe, ma definire l’area in modo da dare garanzie a chi si occupa della pesca.
L’assessore regionale a territorio, cultura e sicurezza, il polesano Cristiano Corazzari, ribadisce: “Non vogliamo un Sic marino che penalizzi in qualche modo la pesca”.

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