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ROVIGO

Dehors: il chiarimento non arriva

Rinviata la riunione con le associazioni di categoria per illustrare il caso plateatici. La questione dei “gazebo” mette in serio imbarazzo tutta la maggioranza di Palazzo Nodari

Dehors: il chiarimento non arriva

27/11/2018 - 21:23

Di rinvio in rinvio, l’incontro che dovrebbe chiarire con le associazioni di categoria le novità sui plateatici, continua a slittare, mentre il caos sui dehors imbarazza Palazzo Nodari.


L’ultima novità è emersa giorni fa, quando il caffé Thun ha fatto bella mostra dei suoi ombrelloni in tinta con tavolini e sedie, ma color marrone scuro. In tanti concorrenti hanno fatto notare, regolamento alla mano, che alla voce “ombrelloni” si fa espresso riferimento a “colori pastello, chiari, tinta unita”. Già, ma il regolamento dice anche “preferibilmente”, lasciando così aperta una varia interpretazione e di fatto una scelta aperta sullo stile degli ombrelloni. Insomma: ognuno fa quello che gli pare. Ma allora perché inserire quel passaggio per poi renderlo inutile? Mistero.


Tanto più che con le modifiche annunciate giorni fa dall’assessore al Commercio Luigi Paulon, dopo pochi mesi gli ombrelloni non sono più i preferiti. Anzi, adesso sono da evitare.


L’assessore ha anche anticipato la volontà di modulare il regolamento nella parte in cui fa espresso divieto di istallare “strutture fisse, ancorate al suolo in modo permanente volumi chiusi o anche solo parzialmente chiusi, come strutture pergolate o gazebo”.


Annuncio che ha sollevato una serie di pubblici esercenti che in questi mesi hanno investito tempo e risorse anche ingenti per una piccola attività, per adeguare i propri dehors alla normativa approvata in giugno. Di quest’anno. Non di un decennio fa.
Insomma: un pasticcio tira l’altro. Senza contare che la bozza di modifica pensata per il Regolamento non ancora entrato in vigore avrebbe contenuto (il condizionale in questo caso è d’obbligo) un ulteriore passaggio in grado di fare esplodere il mondo del commercio. Diverse indicazioni per quanto riguarda il Corso, da un lato, e le piazza dell’altro. Tradotto: gazebo e dehors nel corso, e invece gli ombrelloni obbligatori, ma solo nelle due piazze principali.


Senza contare che di fronte al via libera al primo dei gazebo, quello del Venezze regolarmente autorizzato, è stato l’assessore all’Urbanistica, Federica Moretti, a spiegare rispondere che a suo parere “una struttura chiusa del genere è contraria al regolamento”.


Una volta scoppiato il caso, il sindaco Massimo Bergamin ha chiesto ai suoi assessori di relazionare sul tema.
Chiarimento che non è ancora giunto né alle associazioni di categoria, che da giorni attendono di capire quale sia la ennesima rivoluzione dei plateatici.

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