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Fusione fallita

E ora per tutti si chiudono le porte

Raito deluso: “Valuteremo se continuare ad aiutare i Comuni vicini”. Il vicesindaco di Frassinelle si scusa con Polesella: “I miei concittadini hanno creduto a fandonie”.

E ora per tutti si chiudono le porte

17/12/2018 - 00:56

Forse è l’epoca storica, in cui il voto “di pancia” e “di protesta” ha la meglio su quello razionale. O forse è il retaggio dei campanilismi che sono sempre duri a morire. La mancata fusione fra Polesella e Frassinelle (con i cittadini di quest’ultimo Comune che hanno bocciato senza appello il progetto) di certo segna per parecchio tempo la fine di qualsiasi idea di ridurre il numero (altissimo) dei comuni in Polesine. Chi si azzarderà, da oggi in poi, ad esporsi al voto popolare sapendo di andare incontro ad una sonora bocciatura.

I cittadini vogliono i comuni così come sono; hanno paura di diventare periferie o peggio ancora frazioni dei vicini. E dicono “no”, utilizzando magari il voto referendario anche per mandare messaggi di protesta per qualcosa che non funziona nel proprio paese. Di certo votano per la chiusura. Ed è un po’ il clima che oggi si respira in Italia a qualsiasi livello. E su qualsiasi argomento.

Proprio per questo Leonardo Raito, sindaco di Polesella, annuncia che chiuderà le porte ad ogni futuro ragionamento relativo alle fusioni. “Aveva senso farla oggi, con Frassinelle e a queste condizioni. Era un’operazione apprezzabile e innovativa. Sarebbe stata un vantaggio per tutti. Sono felice che i miei concittadini lo abbiano capito. Rispetto l’esito del voto e il segnale arrivato da Frassinelle, ma devo dire che non lo condivido”.

Raito, comunque, va avanti per la sua strada. Del resto - spiega - “a Polesella la fusione ha vinto, la gente ha capito e ha apprezzato il lavoro svolto da me e dalla mia giunta. Altrove non è stato così - aggiunge - Polesella, in ogni caso, va avanti da sola, senza problemi. Ma da domani ragionerò seriamente se tenere aperte le porte alle collaborazioni con altri Comuni, a cui in questi anni abbiamo dato molto supporto anche dal punto di vista della condivisione del personale. L’amicizia con gli amministratori di Frassinelle non è in discussione, ma vedremo se sarà ancora il caso di continuare ad aiutare quel Comune e gli altri municipi vicini”.

Da Frassinelle, il vicesindaco Oscar Gardinale si dice “molto dispiaciuto per l’alta percentuale di no”, e arriva persino a chiedere scusa. Non ai propri concittadini, per aver presentato una proposta che - ora è chiaro - non gradivano, ma direttamente ai cittadini di Polesella, “perché - le sue parole - questa era una grande opportunità per entrambi, ma soprattutto per noi di Frassinelle. Polesella può stare in piedi anche da sola, noi invece avevamo bisogno di questa fusione ma i cittadini di Frassinelle non hanno capito”. “Dispiace - aggiunge - anche per i volantini anonimi contenenti calunnie e falsità diffusi alla fine della campagna elettorale. Purtroppo la gente ha abboccato a certe fandonie e ha votato no”.

Il servizio completo sulla Voce in edicola lunedì 17 dicembre.

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