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Il caso

Zuffe e insulti, taxi nell’anarchia

“Ognuno fa quello che gli pare. In pochi rispettano le regole e il Comune non controlla”

Zuffe e insulti, taxi nell’anarchia

27/12/2018 - 19:14

Qua ognuno fa quello che vuole. Le regole ci sarebbero anche, ma in pochi le seguono, e il Comune fa poco per assicurare i controlli”. E’ l’anarchia tutta rodigina del sistema taxi in città.

L’ammissione, gonfia di amarezza e rassegnazione, arriva proprio da uno dei 19 tassisti che hanno una licenza per trasportare persone. Ci tiene a rimanere anonimo, ma ammette che “solo a Rovigo succedono certe cose, continui litigi, turni non rispettati, due numeri di telefono per chiamare il servizio, cosa che genera confusione”.

Una situazione esplosa la vigilia di Natale con la zuffa scoppiata davanti alla stazione di Rovigo. Una lite tra due tassisti che pensavano di essere gli unici per la postazione in piazza Riconoscenza. Invece quando uno dei due ha trovato l’area già presidiata dal collega è scoppiato l’alterco. Prima una richiesta di spiegazioni, poi sono volate offese e insulti. Quindi i due tassisti sono passati alle mani, qualche spinta, ceffoni, poi qualche pugno. Addirittura una testata rifilata al volto, con tanto di sangue dal naso. Ed è per questo che in piazzale Riconoscenza nel giro di alcuni minuti è piombata un’ambulanza partita dall’ospedale di Rovigo. I due però non si sono fatti accompagnare al pronto soccorso e solo nei prossimi giorni decideranno se sporgere denuncia uno contro l’altro. Al di là del fatto in sè è la dimostrazione di una situazione caotica e conflittuale.

“Purtroppo - spiega l’assessore comunale Luigi Paulon - il regolamento che era stato approvato con il loro ok fatica ad essere osservato in toto. Il Comune può fare poco perché non ci sono le risorse per vigilare sull’osservanza delle regole. Il risultato è una deregulation che nonostante una grande flessibilità non riesce a fare chiarezza né ordine”.

I tassisti, o almeno alcuni di loro, invece puntano il dito contro il Comune: “E’ l’ente di controllo che dovrebbe garantire il rispetto delle norme. I vigili dovrebbero controllare. invece non avviene. E così ognuno va per la sua strada e fa come gli pare”.

Insomma si arriva al paradosso di 19 tassisti con, più o meno, 19 regolamenti. Il sospetto è che fra i colleghi sia in corso una concorrenza spietata per accaparrarsi la clientela, con autisti sempre pronti ad entrare in servizio nonostante il regolamento preveda determinati orari, turnazioni, postazioni. Invece c’è chi fornisce ai possibili clienti numeri di telefono personali, per rispondere senza limitazioni di orario, incuranti dei due numeri di servizio (comunque tanti) e del fatto che in quella fascia oraria, almeno in teoria, dovrebbe essere in servizio un collega. “Litighiamo tutti, o quasi - ammette il tassista - nel regolamento ci sono delle falle e ognuno fa un po’ come gli pare”.

Il regolamento per l’uso dei taxi era stato approvato dal Comune di Rovigo nell’estate del 2017. Prevede una nuova organizzazione del servizio taxi offerto dalle 19 auto che facevano riferimento a due gruppi, Cna e Cgil. Fra gli aspetti controversi e che sollevarono perplessità la possibilità di fare pubblicità, la reperibilità notturna. L’opposizione fu subito critica segnalando che il regolamento sarebbe stato foriero di “guai”. Una previsione che, considerando il caso attuale, si è rivelata azzeccata.

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