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L'intervista

“La mia sfida, vinta col cuore”

Per Isi Coppola è stato un anno di incredibili cambiamenti. E di nuovi successi

“La mia sfida, vinta col cuore”

Si vede dal sorriso che dal punto di vista professionale Isi Coppola sta vivendo una stagione ricca di soddisfazioni. Non è da tutti, del resto, passare in poco più di un anno dalle austere aule di Palazzo Ferro Fini e dagli uffici della giunta regionale ai fornelli e alla gestione di un ristorante che sta bruciando le tappe, “In Marinetta”, proprio alle porte di Albarella. E sempre con la medesima grinta e la stessa voglia di centrare l’obiettivo. Ama quello che fa, e si vede.

Lei non vuole che si dica, ma Isi Coppola è stata per anni uno dei più “potenti” assessori del Veneto, non di una Regione qualunque. Poi, ad un certo punto, ha detto basta, e si è buttata sulla sua secondo passione, neppure troppo nascosta: la cucina.

Possiamo dirlo? Il 2018 è stato l’anno della definitiva “mutazione” da politica di successo a ristoratrice di altrettanto successo? E adesso anche l0 sbarco in tv, martedì sera su Sky nella trasmissione “Quattro ristoranti” di Alessandro Borghese...

“E’ una cosa che sta montando tantissimo. Certo, è una trasmissione di successo ma non credevo a tutto questo clamore. Anzi, mi sta addirittura venendo un po’ di ansia... Perché noi non l’abbiamo vista la trasmissione. E poi ci avevano anche chiesto di non dire nulla, ma la gente ci riconosce nel promo, mi cerca... Di certo non dirò a nessuno il nome di chi ha vinto”.

Vista così, e vista l’attesa per la trasmissione di Borghese, forse vincere era l’ultima delle cose importanti. O sbaglio?

“Già, il vero vincitore - e spero che tutti saranno d’accordo - è il Delta del Po Veneto. Finalmente si è acceso un riflettore su questa nostra terra così bella. E’ importante per il territorio, per i suoi prodotti, per raccontare a tutti un po’ di cose positive del nostro Delta, per farlo uscire dalla nebbia...”.

Al di là della tv, il 2018 che si è appena concluso cosa le ha regalato in questa nuova attività?

“Tantissime soddisfazioni. E’ un lavoro che richiede impegno e passione, chi ti spinge a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Lo confesso, non credevo si potesse crescere con questa velocità. Certo, anche a “In Marinetta” è stato un anno di cambiamento oltre che di crescita. Abbiamo cambiato la squadra in cucina, e il riscontro che arriva dai clienti è stato più che positivo. Ecco, diciamo che lavorare con persone in cui si ripone piena fiducia ti dà una grande serenità. Sono passaggi obbligati in un percorso di crescita di qualsiasi attività.”

Nuova squadra, nuovo executive chef...

“Sì, Alessio Bottin è un personaggio vero. Ci siamo conosciuti quando ho frequentato l’Università del gusto, dove insegna, ed è anche consulente di importanti ristoranti e di aziende del settore. Lui, con la sua scuola di grande tradizione sia francese che italiana, ci ha portato l’innovazione in cucina. E attorno a lui si è formata una squadra di giovanissimi che sta crescendo alla grande”.

La politica, però, non si dimentica. Vero? Qualcuno l’ha cercata in questi giorni?

“In tanti. Quando sono usciti gli articoli sulla nostra partecipazione a “Quattro ristoranti” il primo che mi ha mandato i complimenti subito dopo avere letto la notizia è stato Luca Zaia. Devo dire che mi ha fatto un grandissimo piacere. Davvero. E’ un segno di stima per i tanti anni di lavoro insieme. Poi tutti gli altri, gli amici...”.

Ma in questo anno e poco più, qualcuno è venuto anche a mangiare?

“Tanti. Qualcuno per curiosità; qualcun altro perché sapeva di questa mia passione e aveva già avuto occasione di vedermi all’opera”.

Due anni fa, al termine dell’ultima avventura politica, si aspettava di avere, oggi, un ristorante così da gestire?

“Assolutamente no. Pensavo ad un blog, e mi ricordo che ne abbiamo anche parlato più volte anche sulla Voce. L’aspirazione da food blogger è finita un attimo in disparte, ma non è detto...”.

Adesso lo può fare: ci racconta davvero come è nata questa sfida?

“Sfida è la parola giusta. E in un certo senso a lanciarmela è stato mio marito. Una sera mi ha dato alcune riviste con tutte le migliori scuole di cucina d’Italia. Come dire: vediamo fino a che punto vuoi osare. Quella notte ho mandato una mail all’Università del Gusto di Vicenza, una realtà che avevo anche conosciuto come assessore, e mi sono iscritta. E’ stata durissima, ma ce l’ho fatta. Del resto, per me vale una vecchia massima: non si possono dare gli ordini alle cameriere se non si sa apparecchiare un tavolo. E vale per tutto. Quell’esperienza è stata importante non solo per la cucina, ma per approcciare nella maniera giusta quello che oggi è il mio lavoro. Ho conosciuto chi si occupa di marketing; chi lavora nella gestione dei locali. Mi ha spalancato le porte e mi ha fatto conoscere persone che oggi sono fondamentali per il mio lavoro”.

E’ più serena lontano dalla politica?

“No. Perché la politica, a parte un episodio spiacevole che non voglio neppure ricordare, non mi ha mai tolto la serenità. Io sono sempre la stessa persona. La politica era una grande passione. E senza passione non si può fare davvero nulla di positivo. Oggi la mia passione è qui, in questo lavoro”.

Nessun pentimento? Nessuna voglia di tornare indietro?

“La politica mi piace ancora, ci mancherebbe. Ma no... No, anche perché avrei davvero delle difficoltà nel sapere dove collocarmi. Detto questo, che mi interessi ancora a quello che succede è naturale. Ogni tanto qualche amico mi chiede di partecipare ad un evento, e se posso vado. Ed è difficile che passi un giorno senza che qualcuno non mi chieda se non abbia voglia di tornare in campo. Ma è un pensiero che non mi coinvolge al punto da rimettere in discussione quello che facendo”.

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