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Aumento dell’Ires

Nuove tasse, paga la sanità polesana

Il sindacato pronto alla mobilitazione: “Una mazzata che avrà ricadute su cittadini e lavoratori”

Nuove tasse, paga la sanità polesana

06/01/2019 - 18:38

224.236 euro. E’ l’impatto che l’aumento dell’Ires voluto dal governo legastellato avrà sulla sanità polesana. La recente legge di bilancio ha infatti aumentato la tassazione su enti assistenziali, ma anche sulle Ulss, cosa che avrà pesanti ricadute sul sistema sanitario. Secondo la Cgil del Veneto ci saranno 7 milioni in meno per la salute dei cittadini del Veneto. 7 milioni che le Ulss venete dovranno pagare sotto forma del raddoppiamento dell’Ires, passato dal 12 al 24%. Per la Cgil regionale ogni Ulss dovrà quindi sobbarcarsi una sforbiciata. Per l’Ulss 5 polesana il costo di questa tassazione sarà di 226.234 euro (Ires al doppio rispetto allo scorso anno).

Per le altre Ulss invece: Ulss 1 Dolomiti: 428.715 euro. Ulss 2 Marca 1.508.997 euro. Ulss 3 Serenissima 1.393.674 euro. Ulss 4 Veneto Orientale 250mila euro. Ulss 6 Euganea 1.191.568 euro. Ulss 7 Pedemontana 481.665 euro. Ulss 8 Berica 698.713 euro. Ulss 9 Scaligera 1.115.842 euro. In tutto 7.293.410 euro che la sanità veneta dovrà rimetterci a causa del provvedimento del governo.

La Cgil del Veneto scende in campo contro l’aumento dell’Ires deciso dal governo di Lega e 5 Stelle.

L’intervento deciso nella legge di stabilità appena approvata di raddoppiare il valore dell’Ires avrà un impatto sui bilanci degli enti assistenziali e ospedalieri pubblici del Veneto. Una mazzata da circa 7 milioni di euro - dichiara Daniele Giordano segretario generale Fp Cgil Veneto - di tasse in più che dovranno pagare le Ulss del Veneto le cui ricadute non potranno che essere sui cittadini e sui lavoratori. Una scelta scellerata quella compiuta da questo governo che colpisce la salute dei cittadini andando a penalizzare indiscriminatamente tutti ed in particolare quelle realtà come il Veneto che cercano di avere un sistema di assistenza pubblico di qualità”.

Per il sindacato “recuperare le risorse per coprire il taglio sarà tutt’altro che semplice dato che in questi anni si sono già fatti importanti processi di razionalizzazione della spesa e quindi il rischio concreto è che a pagare siano i cittadini e i lavoratori. La nostra forte preoccupazione - prosegue Giordano - è che ancora una volta le ricadute siano sui cittadini con una possibile riduzione delle prestazioni e sui lavoratori con il tentativo di bloccare le sostituzioni di personale”.

Giordano continua: “Abbiamo tutti ascoltato in questi anni le denunce della giunta Zaia sulle difficoltà a garantire servizi di qualità in un quadro di costante riduzione delle risorse e oggi assistiamo all’ennesimo taglio al nostro sistema sociosanitario. Come dimostrano tutte le analisi il sistema sociosanitario è a rischio collasso se non vi sarà una chiara inversione di tendenza nelle assunzioni di personale medico, infermieristico e tecnico. Come Cgil siamo pronti ad ogni forma di lotta per contrastare ogni ipotesi che veda la determinazione di questi risparmi non sostituendo i pensionamenti di medici e infermieri o tagliando i costi di qualche appalto con le inevitabili ricadute sui lavoratori che vi operano”.

E infine: “Per queste ragioni ci aspettiamo una presa di posizione forte della giunta Zaia e di tutte le forza politiche affinché questo ennesimo colpo alla salute dei veneti sia immediatamente cancellato”.

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