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Polo natatorio

Caso Baldetti, la soluzione arranca

Il Comune aveva accantonato 5,5 milioni di euro. Un altro milione è stato “fermato” fino ad aprile

Caso Baldetti, la soluzione arranca

E il caso Baldetti rischia ancora di finire in un cassetto. Da settimane non si registrano novità sul percorso ipotizzato dall’amministrazione comunale per chiudere un contenzioso che dura da anni e per il quale il Comune ha già accantonato 5 milioni e mezzo di euro.

Il fatto è che Unipol banca non ha ancora deciso se accettare o meno la proposta di accordo formulata dal Comune di Rovigo, facendo così saltare le speranze di palazzo Nodari che contavano in un responso entro il 2018. Invece non ci sono ancora stati incontri o summit fra Comune e istituto di credito. E così si avvicina sempre di più la fine di febbraio periodo per il quale è prevista la sentenza della Corte d’appello di Venezia che deve decidere sul lodo Baldetti, la causa fra il Comune e Veneto Nuoto, (società fallita) per i rapporti seguiti alla realizzazione del polo natatorio rodigino.

L’affaire piscina, quindi, rischia di trascinarsi ancora per diversi mesi tenendo le casse comunali vincolate all’esito di questa lunga trattativa. Dagli uffici legali del Comune si ripete che si sta lavorando, e pure al lavoro è l’esperto di diritto fallimentare Mauro Pizzigati. L’obiettivo è arrivare alla definizione di un concordato fallimentare che possa includere tutti gli aspetti di questa intricata vicenda e che possa così chiudere tutte le pendenze aperte.

Il sospetto che però si aggira tra i corridoi di palazzo Nodari è che la somma preventivata dal Comune possa lievitare ancora, e più i tempi della trattativa si allungano più prende corpo questo timore. I forzieri municipali hanno già visto l’accantonamento, nel fondi di riserva e soccombenze, di 5,5 milioni di euro. Nello scorso novembre, poi, il consiglio comunale ha votato la destinazione di un milione e 100 mila euro. Somma non andata in destinazione di bilancio entro il 2018 e che quindi resterà ferma fino al bilancio consuntivo (entro aprile 2019), quanto verrà poi destinata all’implementazione del fondo soccombenze. In tutto, quindi, il Comune ha messo da parte quasi sette milioni di euro per chiudere la partita. Dove però sono ancora incerti tempistiche e modalità.

L’affaire Baldetti risale alla realizzazione della piscina comunale di Rovigo e al project financing firmato fra Comune e Veneto Nuoto. Da quel momento però si è innescata una reazione a catena di accordi non rispettati o tirati per le lunghe, rate del finanziamento non pagate, controversie e azioni legali. Con Veneto Nuoto che è soggetto debitore di Veneto Nuoto per le rate non versate e che ha chiamato un causa il Comune in virtù della clausola della surroga. Comune chiamato in causa anche da Veneto Nuoto per i ritardi nella cessione dell’area della vecchia piscina in cambio della costruzione del polo natatorio di viale Porta Po. Tutto questo dovrebbe trovare soluzione e quadratura in un concordato fallimentare ancora in fase di studio, che rischia però di far ancora lievitare prezzi e pagamenti. E con il Comune ancora costretto a fare i conti, per l’ennesimo esercizio finanziario con un groviglio non ancora districato.

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